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Edvino Ugolini: il tempo
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Nikos Economopoulos, semplicemente fotografie
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Quali sono i tuoi dischi del 2010?
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Guglielmo Giannini
Il 10 ottobre del 1960, muore a Roma Guglielmo Giannini, scrittore commediografo, regista e uomo politico
Questo è il giornale dell’uomo
qualunque, stufo di tutti,
il cui solo ardente desiderio
è che nessuno gli rompa più
le scatole.
(Editoriale per “L’uomo qualunque”, 27.12.1944)
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Giovanni Giovannini
L’8 ottobre del 2008, muore a Torino il giornalista ed editore Giovanni Giovannini
In questa notte di Natale 1944 i prigionieri di tutti i Paesi, ma anche
nascostamente qualche tedesco, siamo tutti più vicini nel piangere la
follia della guerra, nella speranza di ritrovarci presto insieme con
coloro che amiamo, quando tornerà a dissolversi la nebbia.
(Il quaderno nero)
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Ami Vitale: Comprensione, legami e dialogo
Non ha certo bisogno di essere pubblicizzata questa famosa fotogiornalista indipendente americana ma, nel caso qualcuno ancora non la conoscesse, uno sguardo alla sua galleria lo merita davvero. Le sue foto hanno fatto il giro del mondo e probabilmente le avrete viste senza magari sapere che l’autrice fosse proprio lei, Ami Vitale.
Lavorando per le più grandi testate giornalistiche mondiali, la Vitale è stata presente in molte zone di crisi del mondo. Per capire e inquadrare il suo lavoro, la descrizione migliore la da lei stessa, rispondendo alla domanda “Cosa cerchi?” tratta da un’intervista di Romina Marani realizzata per Sguardi.
“Provo a raccontare una storia con le immagini, una sorta di “verità”. Provo ad avvicinarmi a quello che tutti chiamiamo “condizione umana”. Sento che l’affermazione di Kafka è realistica, specialmente quando guardo la maggior parte delle immagini e come sono utilizzate ogni giorno. Molto spesso sembra ci sia sensazionalismo, perché il mondo viene dipinto come un posto pericoloso; e non ce n’è ragione. In realtà credo sia vero l’opposto. La maggior parte della gente nel mondo si somiglia. Credo che non ci sia differenza nei sentimenti, nelle emozioni e nei valori tra le persone, ovunque esse siano. Ovunque le persone vogliono mandare i propri figli a scuola, ovunque vogliono poter camminare senza paura per strada e al parco. Ovunque vogliono potersi guadagnare da vivere. Penso che creare paura e sensazionalismo permetta all’osservatore di disimpegnarsi e dire: “è senza speranza e non c’è niente che io possa fare per risolvere i problemi”. Qualcuno potrebbe anche dire: “queste persone sono dei barbari e quindi non voglio guardare, aiutare, capire”. Se si presentasse soltanto questo racconto del nostro mondo, la gente smetterebbe di guardare e di interessarsi. Io voglio creare comprensione, legami e dialogo.”
La sua galleria è QUI
Inserito in novalink, visioni
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Donata Berra
E adesso vieni, entriamo insieme
in questo inverno,
sarà stagione di abbandoni e reticenze,
guarda: le ombre che credevamo
immaginate,
o risospinte ai margini del bosco,
vòltati: avanzano alle spalle.
Vieni, lascia scorrere il tuo corpo
dal vento acre di resina e di muschio,
lascia la scabra pelle rilevarsi
alle carezze mie, come fossi lei,
quella per cui fiorisce, e sa di cielo,
– dove tu solo sai, e mi conduci –
il fioco fiore giallo d’elicriso.
Inserito in dintorni, poesie
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Frammenti #30
La vera saggezza vuole e non vuole essere chiamata con il nome di Zeus.
Clemente Alessandrino, Stromata
E se un giorno scoprissimo che Dio non è poi così onnipotente come dice? e se un anche Lui avesse dei limiti, magari solo di tempo? Immaginiamo un uomo, particolarmente sfortunato, che un giorno, giunto in cielo, gli dicesse: “Perché, Dio mio, ti sei tanto accanito contro di me?”, e supponiamo che Lui, dopo aver bofonchiato, se la cavasse rispondendo: “Scusami tanto, figlio mio, ma avevo una guerra su Andromeda e un terremoto sulla costellazione del Capricorno: per una decina di anni mi sono dovuto assentare”.
Inserito in dintorni, ipse dixit, panta rei, parole scritte
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André Schwarz-Bart
il 30 settembre del 2006 muore a Pointe-à-Pitre André Schwarz-Bart
Si vorrebbe che mille anni
di storia ebrea non fossero
altro che la cronaca banale
delle vittime e dei loro carnefici.
Io desidero mostrare un
ebreo della vecchia razza,
disarmata e senza odio,
e che ciononostante sia un
uomo, veramente, secondo una
tradizione oggi pressoché estinta.
(L’ultimo dei giusti, Premio Goncourt 1959)
Inserito in agenda letteraria, dintorni
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You Are My Sister – Antony and the Johnsons – deepsong #13
Sei mia sorella
Sei mia sorella, siamo nati
Così innocenti, così bisognosi
Alcune volte siamo stati amici, altre sono stato crudele
Ogni notte ti chiedevo di vegliarmi nel sonno
Avevo così tanta paura della notte
Sembrava che tu attraversassi i luoghi da me temuti
Vivevi nel mio mondo così dolcemente
Protetta solo dalla tua naturale bontà
Sei mia sorella
E ti amo
Che tutti i tuoi sogni possano avverarsi
Allora ci sentivamo così diversi
Ma poi negli anni così simili
Il modo di ridere o di soffrire
Così tanti ricordi
Ma nulla più si può ottenere dai ricordi
Facce e mondi che nessun altro conoscerà mai
Sei mia sorella
E ti amo
Che tutti i tuoi sogni possano avverarsi
È quello che voglio per te
Si avvereranno (si avvereranno)
Inserito in deepsong, musica area, musica favorita, suoni, video
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Erich Kästner
il 29 settembre del 1974 muore a Monaco di Baviera Erich Kästner
L’intelligenza ognuno se la deve
conquistare. Soltanto la stupidità
si espande gratuitamente.
…
Sono un tedesco di Dresda in
Sassonia. Il mio paese non
mi lascia partire. Sono come
un albero che è nato in GErmania
e che, se necessario,
si seccherà in Germania.
(Risposte necessarie a questioni superflue)
Inserito in agenda letteraria, dintorni
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Laurie Anderson – Homeland (2010)
Laurie Anderson con i suoi 40 anni di carriera, mancava dalla scena musicale da un decennio. L’uscita di un nuovo disco da parte dei suoi fans, come il sottoscritto, era quindi molto attesa.
Per chi non conoscesse la sua musica e volendo catalogarla con dei generi, i tag: avanguardia e sperimentazione sono quelli più appropriati. Come sarà ovvio pensare, i suoi dischi quindi, non sono mai stati di facile ascolto ma, ascoltati diverse volte e soprattutto con un orecchio attento riescono a fare breccia anche agli ascoltatori più ostili. Anche questo suo ultimo “Homeland” rientra in questo “quadro”.
Per semplificare in breve le canzoni di Homeland possiamo dire che sono una sommatoria di: parole, suoni, testi, polemiche, poesie e riflessioni. L’opera è assai altalenante. Momenti di profonda arte sonora vengono affiancati a “parlati” di marcata noia. Le liriche affrontano temi sociali assai attuali e importanti come la politica e le problematiche relative ad una società consumistica. Proprio per questa complessità, dove i testi hanno la prerogativa sui suoni che, l’album non risulta di facile presa e, come è avvenuto in questi ultimi anni, le sue opere si orientano più verso a piecè teatrali che non a dischi musicali fine a se stessi. 3/5
Inserito in dischi duemila, icorti, recensioni, suoni
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Bruce Gilden e la strada
Devi avere la passione, altrimenti non puoi realizzare buone foto. E’ facile a dirsi ma non è facile a farsi. Per fortuna, fin da ragazzo sono sempre stato attratto dai tipi buffi – per esempio, ho sempre amato i lottatori più brutti – così, fotografarli mi è sembrata la cosa più logica da fare. Ci sono cose specifiche che amo e che non amo. E poi. devo dire chiaramente che non basta un tipo caratteristico per fare una buona foto.
Come hai imparato a diventare fotografo?
Camminando per la strada con una macchina fotografica in mano.
Perché fotografi?
Ho la passione della fotografia e sento di non avere altra scelta. Puoi scegliere se seguire questa strada o meno; ma per me, ovunque vada nel mondo, ci vado proprio per scattare fotografie. Non faccio vacanze.
Perché fotografi la gente per la strada?
Forse perché quando ero ragazzo, cresciuto in una zona malfamata, passavo ore fissando fuori dalla finestra le attività che si svolgevano per la strada. Ho sempre cercato tipi particolari, persone che, in un senso o in un altro, spiccano sullealtre.
Non persone comuni.
Perché così vicino?
Più divento vecchio, più mi avvicino.
Credo che sia indispensabile per rivelare l’essenza del soggetto. Non mi avvicino alle persone che non mi piacciono.
Come descriveresti il tuo stile?
Il mio stile nasce da come fotografo. Devo essere fisicamente agile, intuitivo, senza paura e devo stare in strada.
Che cos’è per te una buona fotografia?
Un’immagine formalmente ben concepita, che ti colpisce emozionandoti, è per me una fotografia forte.
Inserito in fotomaestri, visioni
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Béla Bartòk
Insegnare il pianoforte a giovani privi di talento che considerano
la musica come un mezzo di guadagno, non mi entusiasma
affatto. Ma noi siamo uno stato povero, che può contribuire
poco alla soluzione di compiti scientifici e artistici.
(Alla ricerca delle canzoni popolari, 1910)
Inserito in agenda letteraria, dintorni
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Edna St. Vincent Millay
Ora l’autunno ha brividi
nel gambo della rosa.
Alte e lontane scale
s’appoggiano tra i frutti.
L’autunno ora s’arrampica
sull’intrecciata trama
e la rosa ricorda la polvere
da cui fu generata.
Piú lucente del fiore
sul cespuglio di rosa
è la bacca arancione,
ora avvizzita, amara;
in ozio la bellezza non sa stare;
tutto accade in suo nome;
ma la rosa ricorda la polvere
da cui fu generata.
Inserito in dintorni, poesie
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