Monnezza

Lo scopo di Rifiutati Photo Contest, organizzato da EatPizzaDesign, dedicato all’emergenza rifiuti di Napoli, è quello di unire arte, ironia e senso civico, per creare qualcosa che faccia pensare.
Per partecipare basta scendere in strada e fotografare la vostra spazzatura preferita. Unico requisito: la spazzatura deve essere rigorosamente made in Campania. Non si accetta monnezza altrui!Le foto possono essere postate nel gruppo Flickr appositamente creato (www.flickr.com/groups/rifiutati/) o inviate via mail a rifiutati@eatpizzadesign.com.
I premi? Al vincitore andrà un barattolo di aria pura importato direttamente dall’Everest, al secondo e al terzo rispettivamente un set di bombole di ossigeno e una mascherina usa e getta.

Monnezza

Lo scopo di Rifiutati Photo Contest, organizzato da EatPizzaDesign, dedicato all’emergenza rifiuti di Napoli, è quello di unire arte, ironia e senso civico, per creare qualcosa che faccia pensare.
Per partecipare basta scendere in strada e fotografare la vostra spazzatura preferita. Unico requisito: la spazzatura deve essere rigorosamente made in Campania. Non si accetta monnezza altrui!Le foto possono essere postate nel gruppo Flickr appositamente creato (www.flickr.com/groups/rifiutati/) o inviate via mail a rifiutati@eatpizzadesign.com.
I premi? Al vincitore andrà un barattolo di aria pura importato direttamente dall’Everest, al secondo e al terzo rispettivamente un set di bombole di ossigeno e una mascherina usa e getta.

Monnezza

Lo scopo di Rifiutati Photo Contest, organizzato da EatPizzaDesign, dedicato all’emergenza rifiuti di Napoli, è quello di unire arte, ironia e senso civico, per creare qualcosa che faccia pensare.
Per partecipare basta scendere in strada e fotografare la vostra spazzatura preferita. Unico requisito: la spazzatura deve essere rigorosamente made in Campania. Non si accetta monnezza altrui!Le foto possono essere postate nel gruppo Flickr appositamente creato (www.flickr.com/groups/rifiutati/) o inviate via mail a rifiutati@eatpizzadesign.com.
I premi? Al vincitore andrà un barattolo di aria pura importato direttamente dall’Everest, al secondo e al terzo rispettivamente un set di bombole di ossigeno e una mascherina usa e getta.

Anobii

E’ interessante questa community online, si chiama Anobii, una specie di Flickr con l’unica differenza che qui, al posto delle foto ci sono i libri.
E’ ottimo per catalogare la propria libreria, per conoscere persone dai gusti simili, per scoprire libri interessanti da comprare, prendere in biblioteca o farsi dare dagli amici.

Anobii

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E’ ottimo per catalogare la propria libreria, per conoscere persone dai gusti simili, per scoprire libri interessanti da comprare, prendere in biblioteca o farsi dare dagli amici.

Anobii

E’ interessante questa community online, si chiama Anobii, una specie di Flickr con l’unica differenza che qui, al posto delle foto ci sono i libri.
E’ ottimo per catalogare la propria libreria, per conoscere persone dai gusti simili, per scoprire libri interessanti da comprare, prendere in biblioteca o farsi dare dagli amici.

Los Lobos – La pistola y el corazon (1988)

Raggiunto l’apice del successo commerciale grazie al film e alla canzone “La Bamba” sommato ad un stile musicale personalissimo, il gruppo senza sfruttare l’onda commerciale che li ha resi famosi in tutto il mondo, si lancia coraggiosamente in un’impresa senza precedenti. Un disco totalmente acustico, con sette brani tradizionali e due originali composti da loro. Un album suonato per il puro piacere di esprimersi con la musica che rispecchia decisamente le loro origini, la loro provenienza etnica.
I Los Lobos erano dei musicisti “chicani” che si guadagnavano da vivere suonando musica tradizionale messicana nelle sagre paesane. E’ giusto ricordare che la cultura e la musica messicana è composta da vari “filoni”, tra questi i due più importanti sono: le canzoni chiamate “il corrido“, che riportano avvenimenti di cronaca, fatti leggendari, tragedie ed eventi salienti e i canti “mariachis” che generalmente accompagnavano le feste nuziali indossando i costumi messicani.
Tornando al loro disco, bisogna dire che si tratta di un lavoro serio ed intenso, suonato con il cuore, puramente folk, per avere un’idea basta sentire gli strumenti usati: fisarmonica, violino, chitarre acustiche e voci, più quelli tipicamente messicani; la vihuela, il guitarron, la huapanguera e il bajo sexto. Il resto lo fanno le canzoni, canzoni che sono tutte di origini popolari, calde ed allegre, tristi e malinconiche, cariche di poesia e di storia, alcune sono estremamente effervescenti e travolgenti, ti entrano nella pelle senza lasciarti indifferente, ti trascinano in sensazioni gioiose, ti portano in giri di danza festosi, alcune poi, sono talmente profonde che addirittura riescono a commuoverti.
Nella prima facciata dell’LP, almeno tre canzoni delle cinque che la compongono, sono delle perle; “Guacamaya“,Si Quisiera” e “Estoy Sentano Aqui“. Nella seconda facciata, la quaterna che vi è incisa, è decisamente perfetta, senza nessuna sbavatura, “El Gusto”, “Que Nadie Sepa Mi Sufrir“,El Canelo” e “La Pistola y el Corazón“, sono degli autentici gioielli. Gioielli che bisogna “indossare” per viverli appieno, compiutamente, senza esitazioni.
Questa è musica, sono suoni che trasmettono la semplicità, la spontaneità, “l’essere” di un popolo caldo e profondo, ricco di tradizioni vivaci e passionali. Sono canzoni e sono danze che si tramandano di generazione in generazione, rimanendo inalterate nello spirito e nella loro bellezza, rimanendo pure nella loro storia e nella loro poesia.
I Los Lobos pur non essendo nati in Messico (sono infatti Americani) con questo disco dimostrano di amare le proprie origini, le proprie radici, e sfidando il “business” discografico affrontando una prova difficile. Suonano solo per il gusto, il piacere e se vogliamo anche per diritto e dovere, di far conoscere la propria cultura, la propria storia, la propria musica. Quella musica che ha reso importanti: il Messico, i “mariachis” e anche loro.
E’ grazie a questo genere di dischi e ai musicisti che li propongono, che la storia di un popolo cresce, si rinnova, ma anche e soprattutto si ricorda. La Pistola Y El Corazón, anche per questo, diventa un’opera d’arte, un pezzo della cultura messicana, è un atto d’amore che non passa inosservato.
4,5/5

Los Lobos – La pistola y el corazon (1988)

Raggiunto l’apice del successo commerciale grazie al film e alla canzone “La Bamba” sommato ad un stile musicale personalissimo, il gruppo senza sfruttare l’onda commerciale che li ha resi famosi in tutto il mondo, si lancia coraggiosamente in un’impresa senza precedenti. Un disco totalmente acustico, con sette brani tradizionali e due originali composti da loro. Un album suonato per il puro piacere di esprimersi con la musica che rispecchia decisamente le loro origini, la loro provenienza etnica.
I Los Lobos erano dei musicisti “chicani” che si guadagnavano da vivere suonando musica tradizionale messicana nelle sagre paesane. E’ giusto ricordare che la cultura e la musica messicana è composta da vari “filoni”, tra questi i due più importanti sono: le canzoni chiamate “il corrido“, che riportano avvenimenti di cronaca, fatti leggendari, tragedie ed eventi salienti e i canti “mariachis” che generalmente accompagnavano le feste nuziali indossando i costumi messicani.
Tornando al loro disco, bisogna dire che si tratta di un lavoro serio ed intenso, suonato con il cuore, puramente folk, per avere un’idea basta sentire gli strumenti usati: fisarmonica, violino, chitarre acustiche e voci, più quelli tipicamente messicani; la vihuela, il guitarron, la huapanguera e il bajo sexto. Il resto lo fanno le canzoni, canzoni che sono tutte di origini popolari, calde ed allegre, tristi e malinconiche, cariche di poesia e di storia, alcune sono estremamente effervescenti e travolgenti, ti entrano nella pelle senza lasciarti indifferente, ti trascinano in sensazioni gioiose, ti portano in giri di danza festosi, alcune poi, sono talmente profonde che addirittura riescono a commuoverti.
Nella prima facciata dell’LP, almeno tre canzoni delle cinque che la compongono, sono delle perle; “Guacamaya“,Si Quisiera” e “Estoy Sentano Aqui“. Nella seconda facciata, la quaterna che vi è incisa, è decisamente perfetta, senza nessuna sbavatura, “El Gusto”, “Que Nadie Sepa Mi Sufrir“,El Canelo” e “La Pistola y el Corazón“, sono degli autentici gioielli. Gioielli che bisogna “indossare” per viverli appieno, compiutamente, senza esitazioni.
Questa è musica, sono suoni che trasmettono la semplicità, la spontaneità, “l’essere” di un popolo caldo e profondo, ricco di tradizioni vivaci e passionali. Sono canzoni e sono danze che si tramandano di generazione in generazione, rimanendo inalterate nello spirito e nella loro bellezza, rimanendo pure nella loro storia e nella loro poesia.
I Los Lobos pur non essendo nati in Messico (sono infatti Americani) con questo disco dimostrano di amare le proprie origini, le proprie radici, e sfidando il “business” discografico affrontando una prova difficile. Suonano solo per il gusto, il piacere e se vogliamo anche per diritto e dovere, di far conoscere la propria cultura, la propria storia, la propria musica. Quella musica che ha reso importanti: il Messico, i “mariachis” e anche loro.
E’ grazie a questo genere di dischi e ai musicisti che li propongono, che la storia di un popolo cresce, si rinnova, ma anche e soprattutto si ricorda. La Pistola Y El Corazón, anche per questo, diventa un’opera d’arte, un pezzo della cultura messicana, è un atto d’amore che non passa inosservato.
4,5/5

Los Lobos – La pistola y el corazon (1988)

Raggiunto l’apice del successo commerciale grazie al film e alla canzone “La Bamba” sommato ad un stile musicale personalissimo, il gruppo senza sfruttare l’onda commerciale che li ha resi famosi in tutto il mondo, si lancia coraggiosamente in un’impresa senza precedenti. Un disco totalmente acustico, con sette brani tradizionali e due originali composti da loro. Un album suonato per il puro piacere di esprimersi con la musica che rispecchia decisamente le loro origini, la loro provenienza etnica.
I Los Lobos erano dei musicisti “chicani” che si guadagnavano da vivere suonando musica tradizionale messicana nelle sagre paesane. E’ giusto ricordare che la cultura e la musica messicana è composta da vari “filoni”, tra questi i due più importanti sono: le canzoni chiamate “il corrido“, che riportano avvenimenti di cronaca, fatti leggendari, tragedie ed eventi salienti e i canti “mariachis” che generalmente accompagnavano le feste nuziali indossando i costumi messicani.
Tornando al loro disco, bisogna dire che si tratta di un lavoro serio ed intenso, suonato con il cuore, puramente folk, per avere un’idea basta sentire gli strumenti usati: fisarmonica, violino, chitarre acustiche e voci, più quelli tipicamente messicani; la vihuela, il guitarron, la huapanguera e il bajo sexto. Il resto lo fanno le canzoni, canzoni che sono tutte di origini popolari, calde ed allegre, tristi e malinconiche, cariche di poesia e di storia, alcune sono estremamente effervescenti e travolgenti, ti entrano nella pelle senza lasciarti indifferente, ti trascinano in sensazioni gioiose, ti portano in giri di danza festosi, alcune poi, sono talmente profonde che addirittura riescono a commuoverti.
Nella prima facciata dell’LP, almeno tre canzoni delle cinque che la compongono, sono delle perle; “Guacamaya“,Si Quisiera” e “Estoy Sentano Aqui“. Nella seconda facciata, la quaterna che vi è incisa, è decisamente perfetta, senza nessuna sbavatura, “El Gusto”, “Que Nadie Sepa Mi Sufrir“,El Canelo” e “La Pistola y el Corazón“, sono degli autentici gioielli. Gioielli che bisogna “indossare” per viverli appieno, compiutamente, senza esitazioni.
Questa è musica, sono suoni che trasmettono la semplicità, la spontaneità, “l’essere” di un popolo caldo e profondo, ricco di tradizioni vivaci e passionali. Sono canzoni e sono danze che si tramandano di generazione in generazione, rimanendo inalterate nello spirito e nella loro bellezza, rimanendo pure nella loro storia e nella loro poesia.
I Los Lobos pur non essendo nati in Messico (sono infatti Americani) con questo disco dimostrano di amare le proprie origini, le proprie radici, e sfidando il “business” discografico affrontando una prova difficile. Suonano solo per il gusto, il piacere e se vogliamo anche per diritto e dovere, di far conoscere la propria cultura, la propria storia, la propria musica. Quella musica che ha reso importanti: il Messico, i “mariachis” e anche loro.
E’ grazie a questo genere di dischi e ai musicisti che li propongono, che la storia di un popolo cresce, si rinnova, ma anche e soprattutto si ricorda. La Pistola Y El Corazón, anche per questo, diventa un’opera d’arte, un pezzo della cultura messicana, è un atto d’amore che non passa inosservato.
4,5/5

Ritratti femminili

300 anni di ritratti femminili nell’arte classica in meno di 3 minuti.

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300 anni di ritratti femminili nell’arte classica in meno di 3 minuti.

Pubblicato in arte, artisti, pittura. 1 Commento »

Witness Journal

Witness Journal è la prima webzine italiana dedicata interamente al fotoreportage. I fotografi sono tutti italiani, le storie raccontate per immagini, invece, parlano anche di paesi lontani.
L’idea è buona, soprattutto considerando il fatto che se si fa reportage e non si hanno agganci editoriali è difficile pubblicare i propri lavori.
Per avere informazioni dettagliate su come partecipare, leggete qui.

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Diritti d’autore

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