Vacanza

Passepartout

E’ ripartita (domenica 29 luglio) l’edizione estiva di Passepartout, ogni domenica alle 13:20, su RaiTre. In questa settima edizione Philippe Daverio, sperimenta il dialogo a distanza. Seduto, con l’immancabile gilet, ad un tavolino con caffettiera, nel giardino della sua casa di Tarquinia.
Questo nuovo artificio narrativo funziona molto bene, e comunque, se quest’estate volete vedere un po’ di arte in tv, praticamente non avete alternative.


Passepartout

E’ ripartita (domenica 29 luglio) l’edizione estiva di Passepartout, ogni domenica alle 13:20, su RaiTre.
In questa settima edizione Philippe Daverio, sperimenta il dialogo a distanza. Seduto, con l’immancabile gilet, ad un tavolino con caffettiera, nel giardino della sua casa di Tarquinia.
Questo nuovo artificio narrativo funziona molto bene, e comunque, se quest’estate volete vedere un po’ di arte in tv, praticamente non avete alternative.

By>odraode>artsblog

Passepartout

E’ ripartita (domenica 29 luglio) l’edizione estiva di Passepartout, ogni domenica alle 13:20, su RaiTre.
In questa settima edizione Philippe Daverio, sperimenta il dialogo a distanza. Seduto, con l’immancabile gilet, ad un tavolino con caffettiera, nel giardino della sua casa di Tarquinia.
Questo nuovo artificio narrativo funziona molto bene, e comunque, se quest’estate volete vedere un po’ di arte in tv, praticamente non avete alternative.

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SurrealisticPhoto

Il mondo surreale fotografico del creativo belga Koen Demuynck.
Tutto quello che ci rimane della sua esistenza sono le immagini del suo portfolio.


SurrealisticPhoto

Il mondo surreale fotografico del creativo belga Koen Demuynck.
Tutto quello che ci rimane della sua esistenza sono le immagini del suo portfolio.

by>margherita>artsblog

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Il mondo surreale fotografico del creativo belga Koen Demuynck.
Tutto quello che ci rimane della sua esistenza sono le immagini del suo portfolio.

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A love "Coltrane"

Avrebbe compiuto ottant’anni quest’anno Jonh Coltrane se quarant’anni fà non fosse andato incontro al suo avverso destino.
Uno dei più rivoluzionari jazzisti di ogni epoca, uno dei più grandi geni della musica del Novecento ci ha lasciato regalandoci dei capolavori sonori senza tempo.

Il suo pensiero musicale, colto e sincero, ha creato infinite scie di proseliti e di imitatori, ancora attivi sui più disparati palcoscenici del mondo.
Il passaggio breve ma intenso, di questo grande musicista, sulla scena del jazz ha marcato un profondo segno indelebile tra la musica degli anni cinquanta e quella degli anni seguenti: in appena un secolo di storia, il jazz si è trasformato da musica popolare in musica colta.
La sua spiritualità è una combinazione personalissima di tradizione religiosa occidentale e misticismo orientale. Le affascinanti contraddizioni dell’animo di Coltrane si sciolgono nella bellezza assoluta della sua musica.
Concludo con una sua frase assai vera e profonda:


“Il jazz, se si vuole chiamarlo così, è un’espressione musicale; e questa musica è per me espressione degli ideali più alti. C’è dunque bisogno di fratellanza, e credo che con la fratellanza non ci sarebbe povertà. E con la fratellanza non ci sarebbe nemmeno la guerra”.

A love "Coltrane"

Avrebbe compiuto ottant’anni quest’anno Jonh Coltrane se quarant’anni fà non fosse andato incontro al suo avverso destino.
Uno dei più rivoluzionari jazzisti di ogni epoca, uno dei più grandi geni della musica del Novecento ci ha lasciato regalandoci dei capolavori sonori senza tempo.

Il suo pensiero musicale, colto e sincero, ha creato infinite scie di proseliti e di imitatori, ancora attivi sui più disparati palcoscenici del mondo.
Il passaggio breve ma intenso, di questo grande musicista, sulla scena del jazz ha marcato un profondo segno indelebile tra la musica degli anni cinquanta e quella degli anni seguenti: in appena un secolo di storia, il jazz si è trasformato da musica popolare in musica colta.
La sua spiritualità è una combinazione personalissima di tradizione religiosa occidentale e misticismo orientale. Le affascinanti contraddizioni dell’animo di Coltrane si sciolgono nella bellezza assoluta della sua musica.
Concludo con una sua frase assai vera e profonda:

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“Il jazz, se si vuole chiamarlo così, è un’espressione musicale; e questa musica è per me espressione degli ideali più alti. C’è dunque bisogno di fratellanza, e credo che con la fratellanza non ci sarebbe povertà. E con la fratellanza non ci sarebbe nemmeno la guerra”.

A love "Coltrane"

Avrebbe compiuto ottant’anni quest’anno Jonh Coltrane se quarant’anni fà non fosse andato incontro al suo avverso destino.
Uno dei più rivoluzionari jazzisti di ogni epoca, uno dei più grandi geni della musica del Novecento ci ha lasciato regalandoci dei capolavori sonori senza tempo.

Il suo pensiero musicale, colto e sincero, ha creato infinite scie di proseliti e di imitatori, ancora attivi sui più disparati palcoscenici del mondo.
Il passaggio breve ma intenso, di questo grande musicista, sulla scena del jazz ha marcato un profondo segno indelebile tra la musica degli anni cinquanta e quella degli anni seguenti: in appena un secolo di storia, il jazz si è trasformato da musica popolare in musica colta.
La sua spiritualità è una combinazione personalissima di tradizione religiosa occidentale e misticismo orientale. Le affascinanti contraddizioni dell’animo di Coltrane si sciolgono nella bellezza assoluta della sua musica.
Concludo con una sua frase assai vera e profonda:

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“Il jazz, se si vuole chiamarlo così, è un’espressione musicale; e questa musica è per me espressione degli ideali più alti. C’è dunque bisogno di fratellanza, e credo che con la fratellanza non ci sarebbe povertà. E con la fratellanza non ci sarebbe nemmeno la guerra”.

Troppo triste…

Da un momento spensierato come quello di ieri con i “test”, a un momento più triste come quello di oggi sul “pianto”.
Il
sito in questione, è una vetrina di foto con visi di persone che piangono.
Sono grida di dolore, silenziose, incontrollabili, senza spiegazione.
Sono immediatamente dure da guardare, e autentiche nella loro realtà.
Che ci volete fare? Così è la vita…

Troppo triste…

Da un momento spensierato come quello di ieri con i “test”, a un momento più triste come quello di oggi sul “pianto”.
Il
sito in questione, è una vetrina di foto con visi di persone che piangono.
Sono grida di dolore, silenziose, incontrollabili, senza spiegazione.
Sono immediatamente dure da guardare, e autentiche nella loro realtà.
Che ci volete fare? Così è la vita…

Troppo triste…

Da un momento spensierato come quello di ieri con i “test”, a un momento più triste come quello di oggi sul “pianto”.
Il
sito in questione, è una vetrina di foto con visi di persone che piangono.
Sono grida di dolore, silenziose, incontrollabili, senza spiegazione.
Sono immediatamente dure da guardare, e autentiche nella loro realtà.
Che ci volete fare? Così è la vita…

Elton John e Internet

Elton John si lamenta che a causa di internet la gente non si muove più di casa, non esce, non va in giro e soprattutto non va ai suoi concerti.
In realtà Elton John intasca ogni anno milioni di sterline di diritti d’autore, è ovvio quindi che proponga la chiusura di internet, per cinque anni o per sempre.
Scaricare musica gratis, per lui, ma anche per altri artisti che vivono di questo lavoro, significa introiti minori, la motivazione quindi è logica.
Quello che Elton John non ha ancora capito però, è che i tempi sono cambiati. La differenza sta nel fatto che lui continua a suonare invariate le stesse canzoni di trent’anni fa, mentre non si è ancora accorto che la tecnologia ha trasformato l’ascolto della musica, e internet è diventato il più grande diffusore sonoro di tutti i tempi. Chi l’ha capito ne sta vedendo i frutti.
Questo non significa però, che i concerti dal vivo o qualsiasi altra forma di spettacolo debbano per forza essere segregati dal “potere” di internet e del suo emisfero, anzi, il loro fascino resta e resterà ancora per molto tempo al di sopra del mondo “virtuale” del web.
Probabilmente Elton John non ha saputo adeguarsi e adesso ne vede le conseguenze.
…E intanto continua a suonarci per l’ennesima volta “Candle in the wind”…

Elton John e Internet

Elton John si lamenta che a causa di internet la gente non si muove più di casa, non esce, non va in giro e soprattutto non va ai suoi concerti.
In realtà Elton John intasca ogni anno milioni di sterline di diritti d’autore, è ovvio quindi che proponga la chiusura di internet, per cinque anni o per sempre.
Scaricare musica gratis, per lui, ma anche per altri artisti che vivono di questo lavoro, significa introiti minori, la motivazione quindi è logica.
Quello che Elton John non ha ancora capito però, è che i tempi sono cambiati. La differenza sta nel fatto che lui continua a suonare invariate le stesse canzoni di trent’anni fa, mentre non si è ancora accorto che la tecnologia ha trasformato l’ascolto della musica, e internet è diventato il più grande diffusore sonoro di tutti i tempi. Chi l’ha capito ne sta vedendo i frutti.
Questo non significa però, che i concerti dal vivo o qualsiasi altra forma di spettacolo debbano per forza essere segregati dal “potere” di internet e del suo emisfero, anzi, il loro fascino resta e resterà ancora per molto tempo al di sopra del mondo “virtuale” del web.
Probabilmente Elton John non ha saputo adeguarsi e adesso ne vede le conseguenze.
…E intanto continua a suonarci per l’ennesima volta “Candle in the wind”…