In trenta anni di carriera, Willy De Ville ha inciso 15 album (antologie escluse), e dopo quattro anni da “Crow Jane Alley” incide questo lavoro “Pistola” (chissà perché in italiano) confermando ancora una volta il suo personale stile musicale.L’album anche se con qualche discontinuità, e quindi imperfetto, conserva lo spirito del musicista misterioso, enigmatico e sorprendente.
De Ville, pirata metropolitano non solo nella fisicità ma soprattutto nella sua musica, “rapisce” i generi più diversi che sono il blues, il rhythm & blues, il cajun, il rock’n ‘roll e li mischia allo stesso tempo con il soul e il sound gitano, sonorità che indiscutibilmente gli appartengono e che sono diventate il suo marchio di fabbrica.
I dieci brani che compongono l’album anche se tra loro eterogenei, sono legati da un filo conduttore che è: la sua profonda voce e l’ arrangiamento geniale, entrambi dimostrazione della sua grande personalità.
Willy a cinquantasette anni continua a fare grande musica e anche se non raggiunge gli alti livelli sonori di “Backstreet of Desire” (1993) e di “Miracle” (1987), riesce comunque a inventarsi grandi ballate, a rileggere classici brani del passato, a fare un bel disco di rock e blues, musica latina e gospel, sempre creativo e originale.
3,5/5
1 marzo 2008 alle 23:44
pistola in italiano e spagnolo è uguale… ciao vecio
1 marzo 2008 alle 23:44
pistola in italiano e spagnolo è uguale… ciao vecio
4 aprile 2008 alle 23:44
MMhhh, Silver, ’sto De ville mi fa sognare.
Quando sento roba così mi dimentico che gli yankees sono coglioni e mi ricordo quanto li amavo quando manifestavo contro di loro.
Ciaaaaaaaaaooo.