Bilanci musicali 2006

Vi porto a conoscenza dei dieci (!) dischi che più mi sono piaciuti quest’anno. Senza voler essere ambizioso, ne tantomeno pretenzioso, no mi metto nei panni di critico musicale ma solo di uno a cui piace ascoltare “la Musica” e magari poi condividerne le sensazioni e le varie opinioni. Un disco piace quando crea “emozione”, quando ti “entra”, ti “smuove”, ti dà “vibrazione”. Ci sono mille altri motivi per cui un disco può piacere ma, alla fine, un disco è bello solo se non ti lascia indifferente. Fra i tanti ascoltati, questi sono i “miei” dieci dischi di quest’anno. (in ordine casuale)

DAMIEN RICE – 9 – Il titolo conciso non è un caso per questo cantautore irlandese l’album precedente si chiamava infatti “O”. La cosa che prima colpisce di questo disco è l’atmosfera creata dal passaggio da brani molto scarni a brani arragiati orchestralmente. Sopra di tutto regna la sua forza espressiva intima ed ispirata, accompagnata molto bene dal controcanto femminile.

VAN MORRISON – PAY THE DEVIL – Su “the man” c’è poco da dire, o si odia o si ama. I fronti si dividono su quelli che dicono che suona sempre la stessa musica e quelli che ad ogni sua opera trovano qualcosa di nuovo. Su questo disco non c’è molto da scoprire e anche se non andrà tra le sue opere memorabili, rimane sempre un disco sopra la media della produzione generale.
GUILLEMOTS – THROUGH THE WINDOWPANE – I Guillemots riescono a fare un bel disco quanto complesso. Con una strumentazione misera e con l’aiuto a volte di campionature, creano situazioni senza tempo. E’ come avessero un piede nello storico “romanticismo” e uno nella futura “avanguardia”. Senz’altro originali lo sono, e solo già questo gli dà merito.
CASSANDRA WILSON – THUNDERBIRD – La bellissima voce di Cassandra, classe 1955, può spaziare in qualsiasi campo musicale, dal jazz al folk, dal blues al country, senza sfigurare in nessuno di essi. In questo disco affiorano le proprie origini, le rive del mississippi e quindi il blues. Grande disco grande voce.

VINICIO CAPOSSELA – OVUNQUE PROTEGGI – Che Capossela non fosse mai stato tra i miei preferiti era cosa nota. Ma questo disco lo ha portato tutto d’ un colpo tra i primi musicisti italiani. E’ un disco “pieno” di tutto: di poesia, di suoni, di passione, di rumori, di politica, di follia ecc…ecc… Non può lasciarti indifferente, se lo fà, sei un uomo di legno.
CALEXICO – GARDEN RUIN – Le canzoni di questo disco, ed è la prima volta che si può usare il termine “canzoni” per questo gruppo. Entrano per la prima volta nel mondo musicale del pop, del folk e del country. E’ forse una botta per i vecchi fans del gruppo, ma risultano piacevoli ed emozionanti, per un fan nuovo come me.
BRUCE SPRINGSTEEN – WE SHALL OVERCOME – La grandezza di un musicista sta anche nel rinnovarsi sempre con opere degne di menzione.The boss negli ultimi anni lo ha dimostrato. Passa da un disco di puro rock ad un disco acustico ed intimistico come Devils & Dust, per poi passare ad uno folk tradizionale, nella maniera più bella e giusta e di straordinaria musicalità.
NEIL YOUNG – LIVING WITH WAR – Il solo fatto che se ne continui a parlare di questo sessantenne, anno dopo anno, e in senso positivo, dimostra la sua grandezza. Mai stanco, continua a produrre disco dopo disco (anche se le tematiche possono risultare a volte un pò scontate e ripetitive) canzoni nuove, fresche, musicalmente sempre sensazionali.
IVANO FOSSATI – L’ARCANGELO – Devo confessare che come V.C. neanche per Fossati non ho mai avuto molta simpatia. A parte la pianta del tè, suo vecchio disco, il resto mi aveva annoiato e non poco. Questo disco invece mi ha “preso” in pieno. Ci sono alcune canzoni che non mi stancano mai, le ascolterei tutti i giorni, come una pastiglia per la pressione. Grande
TOM WAITS – ORPHANS – Anche se non ho ancora potuto ascoltare interamente (sono tre dischi, con le 56 canzoni). Il merito va soprattutto all’uomo e alla sua carriera musicale. I tre cd “casinari” “strilloni” e “bastardi” ben fanno riconoscere la sua geniale musicalità nonchè la sua personalissima voce. Opera omnia per un musicista unico

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4 thoughts on “Bilanci musicali 2006

  1. Anonymous 1 gennaio 2007 alle 23:44

    Anche se non conosco la maggior parte dei musicisti sopracitati,sono convinto, conoscendoti, che valga la pena di sentirli. A presto per ricevere informazioni… ciao e Buon Anno Ross22

  2. Jazzer 7 gennaio 2007 alle 23:44

    Vedo che tra i “magnifici 10” alcuni punti di contatto li abbiamo.
    Mi incuriosiscono molto i Calexico, gruppo di cui senti parlare da tantissime parti ma che non conosco. Vedrò di informarmi.

  3. Renato 8 gennaio 2007 alle 23:44

    Nel parlare di una artista ci si può dire soddisfatti se si riesce a suggerirne l’essenza così da poter cogliere le ragioni della sua musica. Ascolta Laura Smiraglia, rockeuselombarda,mi ha sorpreso e incuriosito, divertito e interessato: ascolta il suo primo album “FUMO” e ti accorgeria che è pienea di grinta e stoffa. Ben coadiuvatada una band tosta e compatta scrive e canta il rock con testi in italiano: niente di rivoluzionario,nienete di bizzarro o sperimentale, solo un robusto muro di suono e una voce che convince senza strillare e senza cercare l’effetto. “Alziamoci”, “Lui è così”,”Rotolando”,brani tratti dal suo album d’esordio – hanno un bel grove e un impatto immediato.
    Ancora auguri per un felicissimo 2007 e per le tue 48 “primavere”

  4. sciura 30 marzo 2008 alle 23:44

    Ascoltato!

    Album figo!
    Per non parlare dei suoi live, nei locali in giro per milano. Grande energia e grande voce.
    :)

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