Moni Ovadia

L’ebreo che ride

Non ha avuto un ruolo secondario il gruppo di musicisti, che ieri sera ha accompagnato Moni Ovadia nello spettacolo che ha tenuto a Tessera (VE).
Come al solito Moni è travolgente, coinvolgente, affascinante. Ovadia spiega i concetti fondamentali del mondo e della cultura ebraica, e si impara molto senza quasi accorgersene. Soprattutto, si impara che l’ebreo ride e che sa ridere specialmente di se stesso. Ride dei suoi difetti, delle sue disgrazie, ma anche delle sue fortune. E ride delle risate altrui, dei luoghi comuni che lo accompagnano da sempre, che lo hanno spesso tramutato in un personaggio grottesco.
Come dicevo sopra, anche la musica ha un ruolo importante, in questo spettacolo. I quattro elementi: flauto, contrabbasso, fisarmonica e un bravissimo violinista, bene sanno suonare (sono tutti maestri di musica) e bene sanno trasmettere le sensazioni e il phatos di questa musica che da sempre accompagna la storia del popolo ebraico. La musica è quella
Klezmer, popolare, profonda e mai banale. Carica di feeling e sentimento.

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