Ai tuoi rami io mi appendo

Albero solitario che risplendi in un campo di grano,
io ti vado incontro, e ai tuoi rami io mi appendo,
le tue foglie ho raccolto una alla volta, in ogni
mia illusione, in ogni mia sensazione.
Aria, sull’asfalto bagnato della mia strada, io ti sto
inseguendo, Aria, io sento che ti sto perdendo.

Il primo brano, del primo disco, di Alan Sorrenti (1972)

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2 thoughts on “Ai tuoi rami io mi appendo

  1. novalis 10 novembre 2007 alle 23:44

    Il perno centrale della musica di Alan è il suo modo di cantare particolarissimo, un canto che è suono dell’anima, un canto che è singhiozzo e grido di gioia, contemplazione e tormento. Se è vero che Alan ha avuto degli ispiratori: Tim Buckley, Shawn Philiphs e Peter Hammil e altresì vero che da loro se ne è anche svincolato, rendendosi libero da ogni loro influenza. Il primo disco Aria, è uscito durante l’estate del ’71. La voce che è l’elemento di maggior rilievo, è onnipresente, spesso acuta, aspra, tormentata. Brani come “la mia mente”, “un fiume tranquillo”, la stessa suite “aria” che copre l’intera facciata, sono cariche di un’intuizione della morte e di una violenza emotiva. Questo disco è la cronaca di una “crisi” mentre accade e la musica è un torrente sonoro “incompiuto”, dove dell’incompiuto c’è l’intuizione non ancora realizzata. Il secondo album Come un vecchio incensiere all’alba di un vilaggio deserto, uscito l’anno seguente ne è il naturale proseguimento. Anche in questo caso l’omonimo brano copre un’intera facciata. Dove però quel vecchio tormento, la percezione decadente dell’esistenza trovano il primo compiuto sbocco, un singhiozzo che è un rinascere e una riscoperta di sè stesso. La voce di Alan è molto maturata, dove prima era aspra ora è limpida, anche la musica si approfondisce di nuovi contenuti, di nuove atmosfere e di nuove ricerche sonore. Nei cinque brani della seconda facciata ci sono almeno tre gioielli, “serenesse”,”una luce si accende”,”a te che dormi”. Una più bella dell’altra, restano i suoi tre veri capolavori in assoluto. Alan Sorrenti è uno degli artisti più emblematici del pop italiano. La sua musica e il suo linguaggio espressivo in questi due dischi hanno lasciato il segno, un segno profondo. Tutto quello che succederà dopo questo primo capitolo, non avrà più niente a che fare con questo Sorrenti.
    (da un mio commento su DeBaser)

  2. DeadPoetPaloz 11 novembre 2007 alle 23:44

    Un capolavoro, seguito da un discone come il “vecchio incensiere”. Sorrenti era un grande, e la voce la sapeva usare sul serio, senza il bisogno (ahimè) di finire sulle canzonette. L’influenza di Hammill per me, in parte, si sente e non guasta affatto. Ribadisco, un LP meraviglioso, da ascoltare.
    PS: ottima analisi.

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