On the road

Cinquant‘anni fa, il 5 settembre del 1957 arrivava nelle librerie “On the road”, il romanzo-bibbia di Jack Kerouac e con esso nasceva la Beat Generation.
Questo romanzo è stato scritto quasi in una notte su un unico rotolo di carta (scroll), per non perdere la vena creativa dovendo cambiare il foglio nella macchina da scrivere, è un romanzo sul viaggio come esperienza di vita, scritto di getto dall’autore.
Alcuni dei valori propugnati sono universali: l’innato senso di libertà, l’amicizia, l’amore e la giustizia. Poi vennero i figli dei fiori, la musica e il ’68.
I due giovani protagonisti che lasciano la casa, la famiglia, la sicurezza, per affrontare la strada dell’ignoto, sembrano oggi anacronistici, visto che oramai i giovani stanno a casa oltre i trent‘anni.
Ma può avere ancora senso oggi, per i giovani, intraprendere questa strada simbolica di questo “passaggio”?
Esiste ancora quello spirito, quell’idea di libertà, rappresentato dalla fuga da se stessi verso l’ignoto?
Il viaggio, in quest’epoca virtuale è ancora necessario farlo fisicamente?
Ai giovani ardua sentenza.
fonte: metro
Annunci

6 thoughts on “On the road

  1. Antonio Candeliere 22 novembre 2007 alle 23:44

    avrei qualche dubbio.

  2. 1ps 22 novembre 2007 alle 23:44

    secondo me si.
    è il perchè, che si è perso.
    cosa cercare

  3. suburbia 23 novembre 2007 alle 23:44

    Sarebbe auspicabile ma forse poco pratico. Il viaggio conme metafora di passaggio e’ stato sostituito da altri mezzi piu’ comodi… piu’ organizzati e magari voluti piu’ sicuri dai genitori.
    Bho non saprei, un saluto
    (OT hai visto i diari della motocicletta?)
    ciao

  4. fausto 23 novembre 2007 alle 23:44

    Sono fermamente convinto che l’esperienza vissuta sia una dei metodi formativi più utili. Oggi possiamo conoscere tutto ciò che c’interessa senza aver vissuto niente. Nelle scuole materne si sta cercando di riportare i bimbi alla esperienza tattile perchè indispensabile alla conoscenza del mondo circostante, in un certo senso è quello che manca alle nuove generazioni. Forse scado nel banale ma continuo a pensare che l’esperienza che ti regala “la strada” sia utile e non sostituibile. ciao.

  5. DeadPoetPaloz 23 novembre 2007 alle 23:44

    Ma il 57 non è 50 anni fa?? ;)
    Interessante segnalazione, non lo conosco.

  6. novalis 23 novembre 2007 alle 23:44

    @deadpoetpaloz: la rete mi fa dormire poco, e questi sono gli effetti…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: