Top Ten 2007

Come è consuetudine, ecco la mia top ten musicale per questo 2007. E’ stato un anno molto proficuo, proprio per questo oltre ai primi dieci, ne ho aggiunti altri cinque che, non essendo da meno, li ho inseriti “outside ranking“.

1) Lucinda Williams – West – – Settanta minuti su settanta senza nessuna caduta, la Williams ha fatto tredici! Tredici pezzi uno più bello dell’altro, senza noia, senza discontinuità. Un disco suggestivo, profondo. Un susseguirsi di grandi ballate cariche di grandi emozioni, di grande musica. 4,5/5 (leggi recensione)

2) Mavis StaplesWell never turn back – E’ un doppio filo quello che percorre questo ottimo disco. Il primo è quello di Mavis Staples: il gospel, il soul, la lotta, Dr. King (Martin Luther King) e la sua splendida voce. Il secondo è quello di Ry Cooder: la produzione, il suo talento, la sua musica e il suo essere straordinario. L’unione di questi due “fili” che tra loro si intrecciano, come la trama e l’ordito, formano un tappeto sonoro unico e inimitabile. Questo “tappeto sonoro” provoca e trasmette dei segnali che vanno a stimolare anche quelle “zone” più latenti del nostro cervello, creando così nuove sensazioni, nuove emozioni, che credevamo perdute. 4,5/5 (leggi recensione)

3) Eddie VedderInto the wild – Primo album solista per Eddie Vedder, cantante e leader dei Pearl Jam. A differenza dei dischi dei P.J., Eddie in questo disco è assai più acustico. Il disco non manca di energia e di vitalità, anzi l’intensità e l’emozione a volte sono veramente forti e cariche di trasporto. Le canzoni sono semplici piccoli gioielli in formato folk. 4/5 (leggi recensione)

4) Bruce SpringsteenMagic – C’è un teorema matematico che per me vale più di quello di Pitagora: la somma di quante volte un cd suona nel tuo lettore musicale è uguale alla somma di quanto il disco ti piace. L’essere umano e romantico del boss alla fine riesce a cancellare qualsiasi disquisizione. Le canzoni di questo disco scivolano via una dopo l’altra, i suoni sono i suoi, sono quelli del Boss. 4/5 (leggi recensione)


5) Nick Cave & GrindermanGrindermanGrinderman è un progetto, e come tale ha una sua precisa identità. I brani che compongono l’album hanno la peculiarità di essere “essenziali”, scarni, meno arrangiati del Cave che conosciamo degli ultimi anni, infatti ci riportano il “nostro” agli esordi, anche se in forma più morbida. 4/5 (leggi recensione)

6) Ry CooderMy name is Buddy – Ogni uscita discografica di Ry è diversa dalla precedente e ogni volta ci svia verso nuove frontiere e quindi nuove visioni, nuove realtà, nuovi orizzonti sonori. Anche in questo caso non si smentisce e ci regala quest’opera di notevole valore, se non altro per il coraggio di intraprendere “sentieri” molto tortuosi, aspri e di difficile percorribilità. In fondo tutte le opere di grande pregio, non le assapori mai ai primi ascolti, ma un po’ alla volta, sono questi i dischi che poi diventano di grande pregio. 4/5 (leggi recensione)

7) Radiohead – In rainbows – Disco maturo che lascia da parte certi sperimentalismi senza però mai scadere nel già sentito. Sono dieci brani molto godibili che vivono di arpeggi di chitarra che bene si amalgamo alla voce di Thom Yorke. 4/5

8) Patti SmithTwelve – La nostra sessantunenne Patti Smith non sente i segni del tempo, e ci regala questo bel disco di cover. Patti Smith ha sempre amato rifare brani di altri autori, nella sua carriera ne ha inciso abbastanza, con le canzoni degli altri riesce a dare il meglio di se, riesce a plasmarli come fossero opere sue. Queste dodici canzoni ci accompagnano per un’ora di musica piacevole, molto godibile. 3,5/5 (leggi recensione)

9) Cristina Donà – La quinta stagione – “Secondo la medicina tradizionale cinese, la quinta stagione è il periodo tra l’estate e l’autunno. È il momento propizio per preparare corpo e spirito all’arrivo dell’inverno”. Spiega così Cristina Donà il titolo del suo quinto disco “La quinta stagione”. L’ album segna una transizione, un cambiamento, un’evoluzione. I dieci brani che lo compongono vengono sottolineati dalla dolcezza della sua voce, piena ed essenziale, dove i testi sono veramente belli. 3,5/5

10) Robert WyattComicopera – Album che si struttura come una vera e propria “opera” in tre atti. Atti d’accusa, rivolti ad un mondo di uomini che perseguono con ostinazione la decadenza, la rovina, la tragedia. La peculiarità di questo musicista-artista, che fa musica da almeno quarant’anni, è di concedersi solo quando sente di aver qualcosa da dire. Comicopera è un viaggio, che fa pensare, gioire, riflettere. 3,5/5
OUTSIDE RANKING
11) Bright EyesCassadaga – Gli aggettivi che vengono subito alla luce nell’ascolto di questo Cassadaga, sono tre: semplice, profondo e maturo. Conor Oberst è un cantautore completo, le sue composizioni lo confermano. Questa sua virata verso il “folk” ha fatto modo di confezionare brani melodici e arrangiati con cura nei minimi particolari, con una strumentazione ricca, con l’aggiunta oltre a suoni tipicamente acustici anche di cori. E’ indubbia l’influenza di Bob Dylan, Leonard Cohen e delle sonorità tipicamente Irlandesi, Waterboys e Pogues. 3,5/5 (leggi recensione)

12) Arcade Fire – Neon Bible – La prima sensazione che si percepisce nell’ ascoltare questo nuovo disco dei Arcade Fire è quella di “freschezza”. Dove per freschezza si intende: una musica immediata e vivace. L’ambiente in cui si snoda questo capitolo musicale è carico di atmosfere cupe e apocalittiche. Le undici canzoni che compongono questo “viaggio” sono dei veri gioiellini, arrangiati con fantasia e intelligenza. Questi sette musicisti canadesi, dimostrano di essere un gruppo eclettico e un po’ pazzerello. 3,5/5 (leggi recensione)

13) Okkervil River – The stage names – Vivace, dinamico, esuberante, riflessivo, immediato, equilibrato, sobrio, emotivo. Sono questi gli aggettivi che più si addicono a questo loro ultimo album. L’ascolto è appagante sotto tutti i punti di vista. 3,5/5

14) Elliott Smith – New Moon – Secondo lavoro postumo di questo cantautore scomparso nel 2003 a 34 anni. “New Moon” è una collezione di brani registrati in bassa fedeltà nella prima parte della sua carriera, tra il 1994 e il 1997. Ci sono dei gioielli noti e inediti e alcune versioni demo. Ventiquattro tracce riproposte senza rimaneggiamenti, cantate e suonate da un giovane talento che è stato stroncato dal male oscuro della depressione.3,5/5

15) Marlene Kuntz – Uno – E’ composto da dodici tracce, dodici canzoni che hanno come comune denominatore: l’amore. Il titolo stesso di questo cd “Uno” è assai emblematico. Uno è unico, unico è l’amore. Questa è la summa del disco. Le parole sono vere e proprie poesie, poesie d’amore. L’amore in ogni sua sfaccettatura, amori dolci, drammatici, poetici e fisici, come sentimento unico e indecifrabile di cui non sappiamo fare a meno. “Uno” è un album da ascoltare attentamente con orecchie libere da ogni pregiudizio. 3,5/5 (leggi recensione)

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