Quarant’anni prima

Quarant’anni fa, il sessant’otto. Ripercorriamo molto sinteticamente la storia musicale che, in quell’anno fece da cardine alla musica rock.
Il 21 gennaio 1968 esce negli Stati Uniti una colonna sonora che era più‘ che un semplice commento a un film: era infatti “Il Laureato”, le canzoni firmate da Simon and Garfunkel (la musica originale era invece di Dave Grusin), come “Mrs. Robinson“, “The Sound Of Silence“, diventerranno leggendarie. I Beatles escono con il magnifico “White album” (ufficialmente intitolato “The Beatles”). Il gruppo che avevano meglio sintetizzato l’era dei figli dei fiori, i Buffalo Springfield incidono “Last Time Around“, con Stephen Stills e Neil Young che poi si sarebbero ritrovati nel supergruppo per eccellenza, Crosby, Stills, Nash and Young, musicisti che seppero creare un mix unico di canzone acustica, rock, e politica. In quelle stesse settimane uscivano i primi album di artisti come James Taylor, Joni Mitchell, cantautori intimisti che già guardavano oltre l’epoca della Summer of Love. Oltremanica iniziavano a ruggire le chitarre dei Deep Purple. Il dicembre 1968 vide il ritorno trionfale di Elvis Presley grazie a un leggendario show tv sulla Nbc, e alla vetta delle classifiche Usa c’erano ancora Otis Redding con la sua “Sitting On The Dock Of The Bay“, e Louis Armstrong con ” What A Wonderful World“, il futuro avanzava a grandi passi. Nella classifica britannica spopolavano i Beatles con “Hey Jude” (il lato B del singolo era “Revolution“, perfettamente in linea con i tempi), ma anche “JumpinJack Flash” dei Rolling Stones, già ambasciatrice di asprezze finora sconosciute. Gli anni Sessanta si chiudono come epoca di ideali solari con atmosfere più‘ cupe, e tormenti che erano stati dimenticati tra letture di poesia, lsd e elucubrazioni psichedeliche. Sono i suoni e le immagini degli emergenti Velvet Underground (l’anno precedente era uscito “The Velvet Underground and Nico”, uno degli album rock più influenti della storia, che avrebbe segnato gli anni Settanta ed oltre). Bob Dylan abbandona l’icona di bardo di una generazione per darsi alle esplorazioni poetiche e sonore di John Wesley Harding. Gli Steppenwolf escono con un classico immortale, ruvidissimo, e nient’affatto hippy: “Born To Be Wild“. I Doors vanno per la loro strada con “Waiting For The Sun“. I Led Zeppelin nascono, e iniziano a preparare il loro primo, omonimo album che uscirà a gennaio 1969. Il 1968 passa alla storia anche per Hair, il musical che racconta la vicenda di un gruppo di giovani sullo sfondo della contestazione alla guerra in Vietnam (il 15 novembre 1968, in 500 mila marciano su Washington contro il conflitto, la più grande manifestazione pacifista della storia americana, accompagnata dalle canzoni di Arlo Guthrie, Pete Seeger, con l’intero cast di “Hair“). O per “At Folsom Prison” di Johnny Cash, che tiene un concerto leggendario cantando storie di assassini e ladri di fronte a una platea di criminali incalliti nell’omonima prigione. Una certa eta’ dell’innocenza, e’ stato scritto, fini’ definitivamente con gli assassinii di Martin Luther King e Bob Kennedy. La musica, quella americana in particolare, se ne accorse e inizio’ a scivolare da un pubblico gioioso a un privato più tormentato. I tempi, come aveva già cantato qualche anno prima Dylan, stavano ancora una volta cambiando. (continua)

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3 thoughts on “Quarant’anni prima

  1. LukeZeus 24 gennaio 2008 alle 23:44

    Una retrospettiva veramente interessante, complimenti :)
    Mi hai fatto quasi venire voglia di riascoltare il “White Album”! :D

  2. gimmi 24 gennaio 2008 alle 23:44

    dalle nostre parti i New Trolls e le orme incidono i loro primi dischi (“Senza Orario e Senza Bandiera” e “ad Gloriam”)

    un bell’annetto il ’68 :)

  3. novalis 24 gennaio 2008 alle 23:44

    Si, è vero gimmi, riprenderEMO in una delle prossime “puntate” anche la musica italiana che, per certi versi, ha generato una rivoluzione più radicale di quella oltreconfine.

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