Angoscia metropolitana

“… La campagna circostante, triste aspetta di morire,
per le strade quanta gente, è in fila per entrare o per uscire.
Chiude l’ultima serranda, poi la luce dice addio,
la città si raccomanda, la sua sporca anima a dio.
E la voce che mi esce, si disperde tra le case,
sempre più lontana, se non la conosci, è l’angoscia metropolitana.”

Il primo brano, del primo disco di Claudio Lolli: Aspettando Godot (1972)

Altri: Alan Sorrenti Banco del Mutuo Soccorso Edoardo Bennato

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2 thoughts on “Angoscia metropolitana

  1. Riverinflood 4 maggio 2008 alle 23:44

    Qui invece conosco fin troppo bene “Aspettando Godot”, ma non conosco proprio questo disco. Mi puoi spiegare che musica è e se si rifà alla pièce teatrale? Ciao.

  2. novalis 4 maggio 2008 alle 23:44

    Aspettando Godot

    Vivo tutti i miei giorni aspettando Godot
    dormo tutte le notti aspettando Godot.
    Ho passato la vita ad aspettare Godot
    Nacqui un giorno di marzo o d’aprile non so
    mia madre che mi allatta è un ricordo che ho
    ma credo che già in quel giorno però
    invece di poppare io aspettassi Godot.
    Nei prati verdi della mia infanzia
    nei luoghi azzurri di cieli e aquiloni
    nei giorni sereni che non rivedrò
    io stavo già aspettando Godot.
    L’adolescenza mi strappò di là
    e mi portò ad un tavolo grigio
    dove fra tanti libri però
    invece di leggere aspettavo Godot.
    Giorni e giorni a quei tavolini
    gli amici e le donne vedevo vicini
    io mi mangiavo le mani però
    non mi muovevo e aspettavo Godot.
    Ma se i sensi comandano l’uomo obbedisce
    così sposai la prima che incontrai
    ma anche la notte di nozze però
    non feci nulla aspettando Godot.
    Poi lei mi costrinse ed un figlio arrivò
    piccolo e tondo urlava ogni sera
    ma invece di farlo giocare un po’
    io uscivo fuori ad aspettare Godot.
    E dopo questo un altro arrivò
    e dopo il secondo un altro però
    per esser del tutto sincero dirò
    che avrei preferito arrivasse Godot.
    Sono invecchiato aspettando Godot
    ho sepolto mio padre aspettando Godot
    ho cresciuto i miei figli aspettando Godot.
    Sono andato in pensione dieci anni fa
    ed ho perso la moglie acquistando in età
    i miei figli son grandi e lontani però
    io sto ancora aspettando Godot.
    Questa sera sono un vecchio di settantanni
    solo e malato in mezzo a una strada
    dopo tanta vita più pazienza non ho
    non posso più aspettare Godot.
    Ma questa strada mi porta fortuna
    c’è un pozzo laggiù che specchia la luna
    è buio profondo e mi ci butterò,
    senza aspettare che arrivi Godot.
    In pochi passi ci sono davanti
    ho il viso sudato e le mani tremanti
    è la prima volta che sto per agire
    senza aspettare che arrivi Godot.
    Ma l’abitudine di tutta una vita
    ha fatto sì che ancora una volta
    per un momento io mi sia girato
    a veder se per caso Godot era arrivato.
    La morte mi ha preso le mani e la vita
    l’oblio mi ha coperto di luce infinita
    e ho capito che non si può
    coprirsi le spalle aspettando Godot.
    Non ho mai agito aspettando Godot
    per tutti i miei giorni aspettando Godot
    e ho incominciato a vivere forte
    proprio andando incontro alla morte
    ho incominciato a vivere forte
    proprio andando incontro alla morte.

    Sì, il riferimento a Samuel Beckett non è improprio.
    Sono sicuro che lo conosci, era quasi impossibile non sentire Lolli alla radio nel 76/77, perché “girava” molto sulle radio private e non solo. “HO VISTO ANCHE DEGLI ZINGARI FELICI” è uno dei più bei dischi pubblicati in Italia.
    Claudio Lolli, è poesia pura, è impegno senza cedimenti. Sicuramente UNO dei cantautori più seri della scena musicale, cantautorale italiana, impegnato politicamente senza appartenere alla politica. Claudio Lolli è uno che nell’arco di un quarto di secolo non ha cambiato né bandiera né voce. Nel primo disco cantava “Vecchia, piccola borghesia, per piccina che tu sia, non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia”, nell’ultimo canta in una frase di Brecht: ”…dato che tutti gli altri posti erano già occupati, ci siamo seduti dalla parte del torto”.

    Per saperne un po’ di più: http://documents.scribd.com/docs/nzgu5hr0j925j5o5hux.pdf

    Magari più avanti farò una “scheda” più profonda.

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