Primo Levi

il sabato poesia: L’approdo
Felice l’uomo che ha raggiunto il porto,
che lascia dietro di sè mari e tempeste,
i cui sogni sono morti o mai nati,
e siede a bere all’osteria di Brema,
presso al camino, ed ha buona pace.

Felice l’uomo come una fiamma spenta,
felice l’uomo come sabbia d’estuario,
che ha deposto il carico e si è tersa la fronte,
e riposa al margine del cammino.
Non teme né spera né aspetta,
ma guarda fisso il sole che tramonta.
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3 thoughts on “Primo Levi

  1. Saamaya 26 luglio 2008 alle 23:44

    Io amo sia gli approdi, sia gli orizzonti da raggiungere.

    L’approdo per un ristoro; tappa utile per le forze del prossimo viaggio.

    Certo, scritto da Levi ha tutt’altro significato….

    senti Novalis, ma quel Live traffic feed, nel tuo blog, è una bella violazione della privacy, eh!!! :-(

  2. lostinthesky 26 luglio 2008 alle 23:44

    Bellissima poesia, anche se mi lascia perplesso alla fine, l’uomo che non spera.

  3. novalis 27 luglio 2008 alle 23:44

    @saamaja: Si, in parte anche Mybloglog e i contatori statistici…vedrò di rimuoverlo ;)

    @lostinthesky: si, anch’io.

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