Elliott Erwitt

Elliott Erwitt racconta: Uno dei risultati più importanti che puoi raggiungere, è far ridere la gente. Se poi riesci, come ha fatto Chaplin, ad alternare il riso con il pianto, hai ottenuto la conquista più importante in assoluto. Non miro necessariamente a tanto, ma riconosco che si tratta del traguardo supremo.
Abbaio ai cani. Ecco perchè il
cagnolino in una delle mie fotografie è saltato. Una volta a Kyoto camminavo dietro ad una signora che portava a passeggio un cane dall’aspetto interessante. Solo per vedere cosa sarebbe successo, abbaiai. La signora tirò immediatamente un calcio al cane sconcertrato. Si vede che abbaiavamo allo stesso modo.


Le idee, sebbene ricoprano un ruolo meravigliosamente piacevole nella conversazione e nella seduzione, hanno ben poco a che fare con la fotografia. La fotografia è il momento, la sintesi di una situazione, l’istante in cui tutto si amalgama. Un ideale inafferrabile.
Quando è ben fatta, la fotografia è interessante. Quando è fatta molto bene, diventa irrazionale e persino magica. Non ha nulla a che vedere con la volontà o il desiderio cosciente del fotografo. Quando la fotografia accade, succede senza sforzo, come un dono che non va interrogato, nè analizzato.
Alcune ottime cose nascono dall’ozio e dalla meditazione.
La fotografia è il risulatto di un ozio e di una meditazione intensi che finiscono con il produrre una bella immagine in bianco e nero, ben fissata e risciacquata in modo da non sbiadire troppo presto.

La vita

Elliott Erwitt nasce nel 1928 a Parigi da genitori russi. Frequenta nel 1934 le scuole elementari in Italia, dove i suoi genitori si sono trasferiti.
1939 – La famiglia Erwitt emigra negli Stati Uniti.
1942 – A tredici anni, frequenta la Hollywood High School e più tardi, il Los Angels City College.
1946 – Si trasferisce a New York e segue un corso di storia del cinema.
1953 – dopo il servizio militare, svolto in Europa come assistente fotografo presso l’US Army Signal Corps, comincia a lavorare con prestigiose testate.Nello stesso anno entra alla Magnum Photos.
Dal 1970 – L’attività fotografica si affianca quella cinematografica.
1974 – Inizia la produzione di libri.

Link: Foto e-booksMagnum Photos

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3 thoughts on “Elliott Erwitt

  1. Francesco 3 ottobre 2008 alle 23:44

    molto interessanti le riflessioni proposte da Erwitt, bisognerebbe davvero applicarle sempre.
    (la foto del cane è pazzesca!)

  2. Alberto 3 ottobre 2008 alle 23:44

    “Quando la fotografia accade, succede senza sforzo, come un dono che non va interrogato, nè analizzato.”
    Infatti è il magico istante che il tempo ti dona.

  3. paloz 4 ottobre 2008 alle 23:44

    Concordo. E’ il motivo per cui ho visto “Il monello” quel tot di volte.
    Adesso, pur sapendo le scene a memoria, non solo mi fa ancora ridere, ma anche piangere.

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