Vittorio Foa (1910 – 2008)

Vittorio Foa, assertore del “panta rei”, del mutamento continuo:
«Io ho vissuto molto, il passato è lungo. E non c’è un solo passato, ce ne sono molti e alcuni cambiano nel tempo, basta assumere una dimensione temporale di medio o lungo periodo e la visione della propria vita diventa diversa. Ma vi sono dei punti fermi. Al di là degli episodi più o meno piacevoli da ricordare vi sono dei momenti nei quali si avverte un senso nuovo della propria vita. Sono i momenti di cambiamento. E’ allora possibile trovare anche nella politica, come in tutte le attività creative, la felicità, la gioia. Sono i momenti in cui si sente di cambiare in primo luogo noi stessi, rinnovando le categorie della nostra mente, sia quelle logiche dell’apprendimento sia quelle etiche del dover essere. Due mi sembrano gli elementi costitutivi di quella gioia: la libertà della scelta e il nuovo spazio di comprensione della convivenza sociale, delle sue necessità, del suo sentire. La libertà vissuta come responsabilità, come premessa a quel bene così prezioso e fragile che è la solidarietà». R.I.P.

grazie a Solo testo

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4 thoughts on “Vittorio Foa (1910 – 2008)

  1. Riverinflood 20 ottobre 2008 alle 23:44

    Vittorio Foa è stato anche una parte del mio passato, vista anche la mia età. Dopo di lui, sono proprio rimasti in pochi.

  2. novalis 21 ottobre 2008 alle 23:44

    Cominciai ad appassionarmi alla politica (cosa assai difficile ora), grazie anche ai suoi articoli su il Manifesto. Un grande

  3. dariodangelo 21 ottobre 2008 alle 23:44

    “La libertà vissuta come responsabilità, come premessa a quel bene così prezioso e fragile che è la solidarietà”
    Grazie a te :-)

  4. Lele Bruni 27 ottobre 2008 alle 23:44

    Sembrava che il Destino avesse voluto restituirgli gli anni che il fascismo gli aveva rubato – rinchiudendolo nei vili carceri della dittatura per tanti, lunghi anni – prolungando la sua vita ben oltre quanto egli stesso si sarebbe mai aspettato.

    In un’epoca di nani (di nome e talora, come di recente – di fatto) se n’è andato un Gigante.

    Gli sia lieve la terra.

    Lele Brunini (Mestre) che questa sera ha bevuto per la prima volta in vita sua un torbolino rosso, alzando il nappo in onore del nobile Vittorio Foa.

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