Pierluigi Cappello

il sabato poesia: Gerico
È raro sentire cantare in strada
molto più raro sentire fischiare
o fischiettare
se qualcuno lo fa
l’aria sembra fargli spazio
ti sembra che un refolo muova
la flora dei tuoi pensieri
ti metta dove prima non eri;
ma come passa chi fischia
la noia stende le vertebre al sole
e tu rientri dov’eri
dietro il douglas dei serramenti
dentro il livore
degli appartamenti
al tango delle dita sul tavolo ti chiedi
da quali trombe scosse
scrollate le mura
per quali brecce potremo vedere
– fresca –
come un sogno appena sbucciato
la terra che calpesteremo, allegri.
Pierluigi Cappello: WikipediaIl sito
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2 thoughts on “Pierluigi Cappello

  1. filo 6 dicembre 2008 alle 23:44

    Oltre “l’anello che non tiene”, al di là della “muraglia che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia”,fuori dalla giungla intricata dei pensieri, forse ai più fortunati è dato di vedere, sentire, toccare una terra nuova. Che i poeti possano indicarci la strada!
    Novalis, il tuo repertorio di poeti moderni è una miniera di pietre preziose. Grazie.

  2. Mc.Camozzi 4 febbraio 2009 alle 23:44

    Questa è una delle poesie più belle di Cappello.
    :-)

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