La libertà e la giustizia #2/7

scritto da Albert Einstein (prima parte)

E’ stato detto con molta ragione che la civiltà greco-europeo-americana, e in particolare il rifiorire della cultura del Rinascimento italiano subentrato alla stasi del Medio Evo in Europa, trovò soprattutto il suo fondamento nella libertà e nell’isolamento relativo dell’individuo. Consideriamo ora la nostra epoca, in quali condizioni sono oggi la società e le personalità? In rapporto al passato la popolazione dei paesi civilizzati è estremamente densa; l’Europa ospita all’incirca una popolazione tre volte maggiore di quella di cento anni fa. Ma il numero di uomini dotati di temperamento geniale è diminuito senza proporzione. Solo un esiguo numero di uomini, per le loro facoltà creatrici, sono conosciuti dalle masse come personalità. In una certa misura l’organizzazione ha sostituito le qualità del genio nel campo della tecnica, ma anche, e in misura notevolissima, nel campo scientifico.

La penuria di personalità si fa sentire in modo particolare nel campo artistico. La pittura e la musica sono oggi nettamente degenerate e suscitano nel popolo echi assai meno intensi. La politica non manca solo di capi: l’indipendenza intellettuale e il sentimento del diritto si sono profondamente abbassati nella borghesia e l’organizzazione democratica e parlamentare che poggia su quella indipendenza è stata sconvolta in molti paesi; sono nate dittature e sono state sopportate perché il sentimento della dignità e del diritto non è più sufficientemente vivo.
I giornali di un Paese possono, in due settimane, portare la folla cieca e ignorante a un tale stato di esasperazione e di eccitazione da indurre gli uomini ad indossare l’abito militare per uccidere e farsi uccidere allo scopo di permettere a ignoti affaristi di realizzare i loro ignobili piani. Il servizio militare obbligatorio mi sembra il sintomo più vergognoso della mancanza di dignità personale di cui soffre oggi la nostra umanità civilizzata. In relazione a questo stato di cose non mancano profeti che prevedono prossimo il crollo della nostra civiltà. Io non sono nel numero di questi pessimisti: io credo in un avvenire migliore.
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5 thoughts on “La libertà e la giustizia #2/7

  1. Snapshot83 14 dicembre 2008 alle 23:44

    bellissima citazione..

    Ps: coem hai fatto a mette ela nuvola dei tag? io mi danno da settimane ma mi spunta un rettangolo vuoto…

  2. Riverinflood 14 dicembre 2008 alle 23:44

    Anch’io credo in un avvenire migliore… ma non so immaginarlo con noi come progenitori.

  3. novalis 14 dicembre 2008 alle 23:44

    @river: Credici e basta, per una volta
    abbandona l’immaginazione. ;)

  4. suburbia 15 dicembre 2008 alle 23:44

    Luttazzi la direbbe cosi: l’intelligenza totale è costante, ma la popolazione è in aumento.
    Einstein alzava la media di paesi interi, :-)

  5. Riverinflood 15 dicembre 2008 alle 23:44

    Senza immaginazione non si può confutare niente, nemmeno il presente. Ma sul futuro le mie riserve non sono solo immaginazioni, sono fatti reali. E malgrado ciò, posso crederci ugualmente.

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