Lluís Calvo

il sabato poesia: Teoria del caos

Il passaggio delle nuvole brucia i fulmini
della sera
e accende profili sulle pareti di un vento
che diluisce nell’acqua.
Dall’ombra, lontana,
mi guardi con occhi
che seguono percorsi non raggiunti
dal caso.
Ogni istante, ogni gesto,
ogni fruscio in boschi sonnecchianti –
il percorso d’una foglia che cade a terra,
volubile e danzerina –
si accorda a delle leggi silenti.

Soltanto spezzando il fragile equilibrio,
il disordine di un tempo scostante
e lieve,
sapremo che tutto era appeso,
irrimediabilmente
a un filo troppo sottile per reggerci.

[artesica]

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2 thoughts on “Lluís Calvo

  1. filo 28 dicembre 2008 alle 23:44

    Come uscire da questo indecifrabile ossimoro, come dire il caso fatto necessità!?Sarà la nostra pesantezza a spezzare il fragile equilibrio?
    Questa poesia è un bel rompicapo!

  2. la signora in rosso 28 dicembre 2008 alle 23:44

    è quel filo sottile che mi preoccupa….non si può rinforzare un pò? a presto

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