Jeff Buckley

E’ probabilmente il più apprezzato e amato dei cantautori degli anni Novanta, figlio del leggendario Tim Buckley, anche lui tragicamente scomparso in giovane età. Jeff aveva un modo creativo di affrontare la canzone. Affascinato in egual modo dai Led Zeppelin come dal garage rock, dal punk e dalla disco, riusciva a essere un interprete romantico anche quando la progressione musicale era devastata dal suono di una chitarra elettrica distorta.
Era bello, giovane e forte di un album,
Grace, del 1994, di cui tutti dissero un gran bene, sia la stampa specializzata sia quella istituzionale. E’ morto nel maggio del 1997 in circostanze mai chiarite fino in fondo.
C’era abbastanza materia emotiva per fare di Jeff Buckley un eroe “guevariano” agli occhi dei ragazzi e delle ragazze che seguono le cose del rock, e altrettanta per imbastire una speculazione discografica, visto il grande bagaglio di registrazioni postume che si sono riversate nel corso degli anni sui fan. Buckley era riuscito fino ad allora a seguire degnamente le orme del padre, distaccandosene in termini stilistici ma facendone rivivere la materia poetica. Autore e interprete sensibile e originale, ha segnato in maniera forte, con la sua breve ma intensa carriera, la produzione dei cantautori degli anni Novanta.
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5 thoughts on “Jeff Buckley

  1. Caigo 12 gennaio 2009 alle 23:44

    Con me sfondi una posta aperta…
    E’ un altro esempio d’artista scomparso troppo presto. Chissà quanta bella musica ci poteva ancora regalare se non moriva così tragicamente.
    Come il padre.

  2. edwarner 12 gennaio 2009 alle 23:44

    giusto soffermarsi sulle qualità del compositore,ma anche la voce dell’interprete era assolutamente unca per timbro ed etensione vocale…molto belli anche i concerti forti ma dalla potenza quasi impacciata,non da rockstar…ciao

  3. paloz 13 gennaio 2009 alle 23:44

    Sicuramente un buon artista, nonché figlio d’arte (e che arte), ma decisamente sopravvalutato, oltre al fatto che gli han sbrodolato addosso dei complimenti esagerati solo perché è morto. Se fosse ancora vivo non so quanta attenzione di pubblico avrebbe.

  4. Tiziano 20 gennaio 2009 alle 23:44

    Grace è uno dei più begli album degli anni ’90. Capacità compositiva ed esecutiva degne de nome che ha portato prima che se lo prendesse il Mississippi.
    Trovo ancora ‘Lover’ una delle canzoni più sturggenti che sano mai state composte.

    Ciao

  5. Il Grande Favollo 1 marzo 2009 alle 23:44

    Nonostante la brevissima carriera, che non potrà mai davvero definire un artista come grande, Buckley merita un posto d’onore vicino al padre, perchè intenso e più “fruibile” rispetto al genitore. Sopravvalutato forse, ma mai quanto Kurt Cobain che di Buckley non ha avuto nè lo spessore artistico, nè quello tecnico.

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