Archivio mensile:marzo 2009

Yvan Goll

agenda letteraria Il 27 marzo 1950 – muore a Parigi lo scrittore franco-tedesco Yvan Goll (ps. di Isaac Lang)

Ho avuto sette figli?
Io padre non lo sono più
Sono di nuovo figlio
Con olio e sabbia
E lievito di stella serotina
Cuocio il pane della povertà.
(La rivolta di Giobbe)

Bertolt Brecht


Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e
fui contento perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e
stetti zitto perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali e
fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti ed
io non dissi niente perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me e
non c’era rimasto nessuno a protestare.

Puzzle musicale e luminoso

Attenzione, questo gioco crea dipendenza.
Playauditorium è una meraviglia ibrida che mescola musica e geometria.
Dobbiamo dirigere i flussi luminosi nella giusta direzione, in modo che alimentano gli elementi musicali. Per farlo bisogna usare i cerchi di cui possiamo variare il diametro. La freccia nel centro indica la direzione che il cerchio farà prendere al flusso. Ogni modulo ci fa ascoltare una melodia diversa. Per avanzare nei livelli, dobbiamo riuscire a farli suonare tutti allo stesso tempo.
Ci vuole un pò di pratica ma il risultato è davvero piacevole e intrigante.

Puzzle musicale e luminoso

Attenzione, questo gioco crea dipendenza.
Playauditorium è una meraviglia ibrida che mescola musica e geometria.
Dobbiamo dirigere i flussi luminosi nella giusta direzione, in modo che alimentano gli elementi musicali. Per farlo bisogna usare i cerchi di cui possiamo variare il diametro. La freccia nel centro indica la direzione che il cerchio farà prendere al flusso. Ogni modulo ci fa ascoltare una melodia diversa. Per avanzare nei livelli, dobbiamo riuscire a farli suonare tutti allo stesso tempo.
Ci vuole un pò di pratica ma il risultato è davvero piacevole e intrigante.

Valentine de Saint-Point

agenda letteraria Il 25 marzo 1912 – Valentine de Saint-Point pubblica il “Manifesto della donna futurista”

Invece di ridurre l’uomo
alla schiavitù degli squallidi
bisogni sentimentali,
spingete i vostri figli e i
vostri uomini a superare se
stessi. Voi li avete fatti.
Voi potete tutto su di loro.
All’umanità dovete
degli eroi. Dateglieli.
(Manifesto della donna futurista)

Valentine de Saint-Point

agenda letteraria Il 25 marzo 1912 – Valentine de Saint-Point pubblica il “Manifesto della donna futurista”

Invece di ridurre l’uomo
alla schiavitù degli squallidi
bisogni sentimentali,
spingete i vostri figli e i
vostri uomini a superare se
stessi. Voi li avete fatti.
Voi potete tutto su di loro.
All’umanità dovete
degli eroi. Dateglieli.
(Manifesto della donna futurista)

Mahavishnu Orchestra – The Inner Mounting Flame (1972)

In un periodo adolescenziale della mia vita fui folgorato sulla via del jazz rock (e non solo), termine non certamente ortodosso per la critica jazzistica (non me ne voglia l’amico Jazzer).
Fra i tanti musicisti e gruppi in auge in quegli anni, la Mahavishnu Orchestra di John McLaughlin nutriva la mia più sentita ammirazione.

Se Miles Davis inventò il jazz rock sulle onde di “Bitches Brew”, furono i suoi discepoli a dargli ordine e regola, a cominciare da John McLaughlin, che con Hammer e Cobham fondò nel 1971 la Mahavishnu Orchestra.
The Inner Mounting Flame è uno dei capolavori insieme a Birds of Fire (1973) di questo genere sonoro: il jazz rock. Questo primo disco è completamente composto dal giovane trentenne chitarrista, dotato di una tecnica straordinaria affinata nei lunghi anni di apprendistato nella scena jazz blues britannica.

McLaughlin è ispirato dalla filosofia induista di Sri Chinmoy e in “The Inner Mounting Flame” né dà evidente prova, infatti, per lui la musica è solo un mezzo e non un fine. Con le sue corde non vuole suscitare effimere meraviglie ma vuole premere nel profondo dello spirito. L’album è un insieme di mistiche visioni e di furibondi eccessi di energia. I musicisti dialogano fra loro, in maniera naturale senza nessuna forzatura, seguendo una “corrente” jazzistica, che si contrappone a quella più marcata del suono rock, in cui, normalmente, la presenza di uno strumento solista tende a prevaricare sugli altri. McLaughlin non nega la possibilità anzi, spesso sembra voler letteralmente richiedere ad ogni musicista del gruppo di potersi esprimere in maniera autonoma, senza nessuna censura e con la massima libertà. A questo, però, si contrappone al contempo una scelta di suoni e arrangiamenti spesso lontani dal jazz, che rende il gruppo artefice di quello che poi, con il passare degli anni, troverà identità propria in altri generi musicali, più ancora che nel jazz-rock o nella fusion. 4/5


Altro disco interessante è: Love Devotion Surrender (1973) insieme a Carlos Santana, un dei miei dischi preferiti, un disco che è “ode alla chitarra elettrica“, e mai come in questo caso rappresenta uno dei migliori mai suonati nella straordinaria storia del rock.