Keith Jarrett – The Koln Concert (1975)

Un caro amico mi regalò questo disco di Keith Jarrett, per i miei diciotto anni. Ora a distanza di oltre tre decadi occupa sempre un posto di riguardo nella mia collezione ‘vinilica’.

“Secondo me la miglior musica è sempre quella che suona come se non ci fosse stato nulla di scritto prima di essa. Se possibile, bisogna sempre tornare a ripartire dal silenzio”

Con queste parole Keith Jarrett esprimeva il suo personalissimo concetto di musica fatto da continue scoperte. Settanta minuti d’improvvisazione geniale, un continuo smussare pensieri musicali in evoluzione con impostazioni fluide e un particolare uso percussivo delle tastiera. Jarrett non è un caposcuola, non ha discepoli devoti, eppure è un maestro unico. Il ‘concerto di Colonia’ carpisce un momento di grandissima creatività. Il pianista sceglie un suono o una frase e la elabora estemporaneamente, senza premeditazione alcuna, solo con meravigliosa spontaneità e gusto imprevedibile.

“Non possiedo nemmeno un seme quando comincio a suonare. E’ come partire da zero”.

Passaggi veloci, prepotenza generosa di estrema liricità ed una grande musica senza spartito che poggia le sue basi, oltre che sull’abilità tecnica, sulla possibilità di continuare ad inserire nuovi suoni, nuove melodie.
Un artista randagio che cercherà ancora la sua poesia interiore con modalità inusitate, con avventure roboanti e per certi versi eccessive. Questa resta indubbiamente l’essenza sublime del suo inarrestabile pianismo, un album jazz che a tutt’oggi ha venduto qualcosa come duemilioni e mezzo di copie.

“Il jazz è lasciare che la luce brilli. Non cercare di accrescerla, lasciarla essere”. 5/5
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4 thoughts on “Keith Jarrett – The Koln Concert (1975)

  1. thelonious 28 giugno 2009 alle 23:44

    vedi che entrambi abbiamo ascoltato un piano-solo di Jarrett oggi? Questo – e non potrebbe essere altrimenti – è un disco splendido, nonché un punto di riferimento per tantissimi… però… però io continuo a dire che PER ME non è il migliore piano-solo di Jarrett: gli preferisco la purezza estrema del "Vienna concert" o alcune cose contenute nei "Sun bear concert" giapponesi. MA stiamo parlando dei massimi livelli comunque!

  2. silvano 29 giugno 2009 alle 23:44

    Siamo ai massimi livelli. Anche per me al pari di Thelonious è difficile dire se vi sia un Jarrett superiore, la sua produzione è sempre rimasta, almeno da quando è in ECM, su livelli eccelsi. Pochi giorni, tanto per fare un accenno, mi sono riascoltato "The Melody at Night, With You" e come non dire che quello è un capolavoro di lirismo intimista?
    ciao, silvano.

  3. AteaMente 29 giugno 2009 alle 23:44

    mi hai messo voglia di scaricare qualcosa di Jarrett-
    ti aggiungo a blog che seguo sul mio http://www.ateamente.com Se ti va, diffondi la notizia del 4% dei preti pedofili che trovi lì, visto che le tv non ne parleranno.

  4. novalis 30 giugno 2009 alle 23:44

    @thelonious e silvano: farò tesoro delle vostre 'dritte'. Grazie

    @AteaMente: ho dato un'occhiata, interessante, purtroppo. Ciao

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