Archivio mensile:luglio 2009

José Emilio Pacheco


il sabato poesia: Età

Arriva un triste momento dell’età
in cui siamo vecchi quanto i genitori.
E allora si scopre in un cassetto
dimenticato
la foto della nonna a quattordici anni.

Dove si trova il tempo, dove stiamo?
Quella bimba
cha abita nel ricordo come un’anziana,
morta cinquant’anni fa,
è nella foto nipote di suo nipote,
la vita non vissuta, il futuro totale,
la gioventù che sempre si rinnova negli

altri.
La storia non è passata per quell’istante.
Ancora non ci sono guerre né catastrofi
e la parola morte è impensabile.

Nulla si vive prima né dopo.
Non c’è coniugazione nell’esistenza
altro che il tempo presente.
Dove io sono il vecchio
e mia nonna è la bimba.

Herman Melville

agenda letteraria Il 1 agosto 1819 – nasce a New York Herman Melville

Dov’è il mondo che girammo,
Ned Bunn?
C’erano anfratti ricchi d’ombre
inviolate dai vecchi viaggiatori
profonde prima che il ficcanaso
viaggiasse per affari.
A noi vecchi ragazzi viene
da pensare: girammo un mondo
che i ragazzi giovani
non potranno più girare.
(A Ned)

[Wikipedia]

Literature-map: affinità letterarie

Così come in music-map si crea una mappa di affinità musicali, in literature-map si crea una mappa di affinità letterarie.
In pratica basta inserire il nome di un autore, e si visualizzeranno una serie di nomi/autori affini e/o abbastanza simili. Così dicono.

Novalink Estate #4

IDEE WEEKEND E VACANZE: Per chi ha intenzione di fare un gita o un viaggio ecco un blog che segnala e consiglia alcuni luoghi da vedere. >> Idee weekend

VIAGGIARE: Il motore di ricerca del viaggiatore. Organizza i tuoi viaggi, consulta le guide turistiche e le offerte viaggio last minute, confronta i diari di viaggio degli utenti sul motore di ricerca dei tuoi viaggi. >> Viaggiare.it

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Philip Jones Griffiths

Philip Jones Griffiths racconta: “In guerra la verità emerge. Tesa tra la vita e la morte, la gente si rivela, getta la maschera e si mostra con un’onestà che non c’è altrove nella vita.”

La vita è così noiosa dove vivevo: poi tutto, tutto ciò che vale si fa con la passione. A 16 anni lessi su un giornale un’intervista a Robert capa che parlava della Magnum: ricordo che mi entusiasmai perché diceva che l’agenzia si occupava anche della sua biancheria. La Magnum era un gruppo umanistico, con un’etica che affascinava un giovane comunista come me. Per entrare alla Magnum non basta fare belle foto, è la testa che conta.


Io ero giovane [in Vietnam], m’interessavano i meccanismi del potere, ma capii che o lavoravo come Henri Huet, dell’Associated Press, con la speranza giorno per giorno che la tua foto finisse in prima pagina, o dovevo raccogliere pezzi, lentamente. Così raccontai la mia storia: l’attacco della potenza più tecnologica del mondo contro la popolazione più semplice del mondo. Quando il libro uscì, non mi fu più permesso di tornare in Vietnam fino al ’76.

A ogni singolo scatto sapevo di fotografare per i posteri. era molto difficile, io ero povero perché nessuno voleva comprare le mie foto. C’erano giorni in cui dovevo scegliere tra mangiare un piatto di riso e comprare un rullino. L’acqua con cui sviluppavo le foto era più pura di quella che bevevo. Non pensavo che ai negativi.
Il difficile era capire come persuadere gli altri.
Si può farlo in due modi: o scioccandoli, ma rischi di disgustarli, o accendono la loro umanità.
Ho sempre cercato il lato caustico della vita, in cui c’è l’orrore ma anche l’umanità. Ovviamente fotografavo gli attacchi, l’azione della guerra, ma erano le incongruenze che mi interessavano: il cecchino che s’annoia alla finestra, il vietnamita che fa il bagno in un cratere lasciato da una bomba, il soldato che punta il fucile alla testa di un ragazzino di sei anni e poi gli dà un piatto di riso e un pacca sulla spalla.

La vita

1936 – nasce a Rhuddlan nel Galles, comincia a svolgere la professione di farmacista a Londra mentre lavora part time come fotografo.
1961 – diventa fotografo free-lance per il London Observer
1962 -documenta la guerra d’Algeria, si sposta in Africa centrale e in Asia.
1966 – entra a magnum Photos
1966 – 1971 – fotografa in Vietnam
1971 – pubblica Vietnam Inc., grande successo editoriale, esaurito in poche settimane.
1973 – documenta la guerra dello Yom kippur
1975 – lavora in Cambogia
1977 – si trasferisce in Thailandia
1980 – si sposta a New York e assume la presidenza della Magnum per cinque anni

Philip Jones Griffiths

Philip Jones Griffiths racconta: “In guerra la verità emerge. Tesa tra la vita e la morte, la gente si rivela, getta la maschera e si mostra con un’onestà che non c’è altrove nella vita.”

La vita è così noiosa dove vivevo: poi tutto, tutto ciò che vale si fa con la passione. A 16 anni lessi su un giornale un’intervista a Robert capa che parlava della Magnum: ricordo che mi entusiasmai perché diceva che l’agenzia si occupava anche della sua biancheria. La Magnum era un gruppo umanistico, con un’etica che affascinava un giovane comunista come me. Per entrare alla Magnum non basta fare belle foto, è la testa che conta.


Io ero giovane [in Vietnam], m’interessavano i meccanismi del potere, ma capii che o lavoravo come Henri Huet, dell’Associated Press, con la speranza giorno per giorno che la tua foto finisse in prima pagina, o dovevo raccogliere pezzi, lentamente. Così raccontai la mia storia: l’attacco della potenza più tecnologica del mondo contro la popolazione più semplice del mondo. Quando il libro uscì, non mi fu più permesso di tornare in Vietnam fino al ’76.

A ogni singolo scatto sapevo di fotografare per i posteri. era molto difficile, io ero povero perché nessuno voleva comprare le mie foto. C’erano giorni in cui dovevo scegliere tra mangiare un piatto di riso e comprare un rullino. L’acqua con cui sviluppavo le foto era più pura di quella che bevevo. Non pensavo che ai negativi.
Il difficile era capire come persuadere gli altri.
Si può farlo in due modi: o scioccandoli, ma rischi di disgustarli, o accendono la loro umanità.
Ho sempre cercato il lato caustico della vita, in cui c’è l’orrore ma anche l’umanità. Ovviamente fotografavo gli attacchi, l’azione della guerra, ma erano le incongruenze che mi interessavano: il cecchino che s’annoia alla finestra, il vietnamita che fa il bagno in un cratere lasciato da una bomba, il soldato che punta il fucile alla testa di un ragazzino di sei anni e poi gli dà un piatto di riso e un pacca sulla spalla.

La vita

1936 – nasce a Rhuddlan nel Galles, comincia a svolgere la professione di farmacista a Londra mentre lavora part time come fotografo.
1961 – diventa fotografo free-lance per il London Observer
1962 -documenta la guerra d’Algeria, si sposta in Africa centrale e in Asia.
1966 – entra a magnum Photos
1966 – 1971 – fotografa in Vietnam
1971 – pubblica Vietnam Inc., grande successo editoriale, esaurito in poche settimane.
1973 – documenta la guerra dello Yom kippur
1975 – lavora in Cambogia
1977 – si trasferisce in Thailandia
1980 – si sposta a New York e assume la presidenza della Magnum per cinque anni

Frammenti #3

Immortali mortali, mortali immortali, viventi la morte di quelli, morenti la vita di questi.
Ippolito, Confutazione.

Frammento di difficile interpretazione. Volendo, potrebbe addirittura essere il manifesto dei sostenitori della reicarnazione. Restando con i piedi per terra, invece, diciamo che, pur essendo mortali, grazie alla cultura, abbiamo la possibilità di conoscere, e quindi di rivivere, le vite di coloro che ci hanno preceduto, così come potremmo continuare a vivere in coloro che ci seguiranno. L.D.Crescenzo