Archivio mensile:ottobre 2009

Roberto Rossi Precerutti

il sabato poesia: Vitebsk

Capanne e un’alta veste illuminata

mentre nell’azzurro le opache ali
formano strumenti e miti animali
per il canto fra i rovi, profumata

di rugiada è la pietra preparata
per l’amoroso sacrificio: calino
venti e rapine, ora poveri mali
spiantino rive e menti, e si è spezzata

su quinte deliziose la saetta

di quello sguardo che destando ammuta
come per via di un suo lume rinchiuso.

Dona il battito una pietà perfetta

di foglie e torce al giorno che ti ha illuso
facendoti splendente e sconosciuta.


R. R. Precerutti – Rovine del cielo
Aryballos 55 – Crocetti Editore 2005
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Artistic Anatomy

La caratteristica interessante di questo spazio sull’arte; artistic anatomy blog, è la raccolta di molte opere significative che riguardano strettamente il corpo umano. Nel sito infatti, si troverà tutto quello che riguarda l’arte di catturare su tela e su altri supporti le caratteristiche più interessanti che indagano e rappresentano il corpo umano in ogni settore culturale. [via]

John Cassavetes (1929 – 1989)

“Secondo me, i film possono educare, illuminare e liberare gli spettatori dalle loro paure nascoste, dalle loro personali fobie, dai pregiudizi. Secondo me, abbiamo l’obbligo di mantenere la nostra integrità il più possibile perché, quando si è in una posizione di spicco seguita dal pubblico, si ha anche una responsabilità di cui bisogna rispondere. Altrimenti, un uomo vive con la consapevolezza di essere un impostore. Non sopporterei che la gente mi reputasse un piro, una persona etica, sapendo nel mio intimo di essere un imbroglione. Vivrei con la paura del tempo, la paura di sprecare l’unica vita che ho”.

Michele Saponaro

agenda letteraria il 28 ottobre 1959 – muore a Milano Michele Saponaro

Non ti spaventi il trovarti talora solo
e smarrito. Sarai tu. Chi tende ad
essere soltanto se stesso, non sa dove
va: ma finisce sempre col trovare la
strada che lo conduca alla meta.
(Un uomo, l’adolescenza)

Ivan della Mea (1940 – 2009)

La nave dei folli
Ivan Della Mea ha cominciato a scrivere versi e musiche nel 1959, con La grande e la piccola violenza, che terminò solo tre anni dopo.
Nel giugno del 1966 ha inciso un disco, Io so che un giorno, che rimane probabilmente la cosa migliore mai scritta in Italia nel campo del canto politico. Ci si trova dentro, genialmente, quella componente del fare politica che è la memoria storica e di classe e c’è la rilettura – dopo 20 anni – di una fase cruciale della storia operaia italiana, fatta dal di dentro delle cose e delle esperienze; ci sono gli anni ’50 con le loro storie private e pubbliche, coi loro drammi individuali e collettivi. Le ballate in questo disco sono tra i più riusciti tentativi, nella cultura italiana contemporanea, di fare storia di classe ed espressività popolare insieme.
Dopo un lungo silenzio, nel ’70 Ivan Della Mea ritorna con il disco Il rosso è diventato giallo. Molte cose sono cambiate nella sua storia privata e politica e ce n’è il segno preciso e puntuale in queste canzoni. La rottura con il PCI, il rapporto difficile, precario e alterno con le organizzazioni rivoluzionarie e, ancora, con il PCI; la moglie, la figlia, Gianni Bosio, Franco Solinas; poi il privato che tende a prevalere e a diventare intimismo, e addirittura il “dubbio di Dio” che riaffiora.
Dopo La balorda e Se qualcuno ti fa morto entrambi del ’72, esce Ringhiera nel ’74. La storia è quella di un vecchio militante comunista, segretario di una sezione di Milano, che ripercorre e narra le tappe della propria vita dalla gioventù alla guerra di Spagna, alla Resistenza, al dopoguerra.
Personalmente lo ritengo il disco migliore di Ivan Della Mea, anche se è certamente il più “complesso”. Il modo in cui in Ringhiera affronta i “problemi” è indice di una nuova maturità artististica e culturale di cui la La nave dei folli ne è la conferma. E’ una ballata lunga che presenta molti elementi di novità; innanzitutto nella struttura musicale che non trova alcun riferimento nei precedenti lavori di Della Mea; si tratta di un’unica, compatta frase melodica dai toni costantemente alti, quasi senza soluzione di continuità. Una canzone da cantare tutta d’un fiato premendo sulle parole, inseguendo le strofe, gridando sul ritornello. La novità maggiore della ballata si avverte sul piano letterario ed è rappresentata dal carattere insieme metaforico e realistico di questa Nave dei folli: la rivendicazione del diritto alla fantasia, non di evasione nè di fuga, ma di concreta e fondata volontà di utopia, una richiesta di trasformazione creativa del reale.
Altri dischi sono stati incisi nella sua carriera cantautorale, ma pochi sono riusciti ad eguagliare questi pubblicati, se così possiamo definire: prima fase politico sociale personale.

A margine, ricordo di aver cantato decine e decine di volte La nave dei folli, non ricordando sempre tutte le parole del testo, ma poi poco importava. Mi sono molto emozionato dopo l’ennesimo ascolto di questo grande brano, potente e dal grande phatos, chissà se l’amico Pierpaolo, ricorda ancora gli accordi con la chitarra?


Guglielmo Jannelli

agenda letteraria il 26 ottobre 1895 – nasce a Castroreale Montagna (Messina) Guglielmo Jannelli


Intensità calda calda CALDA
della sera autunnale che /
fermenta aloni di profumi
che diventan vellutati / I sensi
mi si sono rarefatti come
d’acqueruggiola che / sospesa
nell’aria crea l’arcobaleno.
L’arcobaleno futurista dei sensi!
(L’arcobaleno dei miei sensi)

BBC Memoryshare

BBC Memoryshare è un sito che può essere definito come un raccoglitore di ricordi. Nel sito, infatti, si possono inserire e allo stesso tempo vedere; immagini, filmati, racconti e storie accadute, appartenute alla memoria collettiva. Dal 1900 ad oggi BBC Memoryshare raccoglie e racconta tutto quello che è successo, dai fatti personali di persone comuni agli eventi di importanza mondiale. Per ora è solo in inglese ma, per i video e le immagini inserite, merita una visita.