Marilyn Silverstone

Quando sei stato nel mondo della fotografia abbastanza a lungo, vedi l’importanza di ogni cosa, vedi gli enormi disastri come le inondazioni in Bangadlesh e la fame nel Bihar; poi assisti a un’altra sciagura e comprendi come tutto si ripeta.
Qualcuno oggi è in alto, domani invece sprofonda o magari finisce in prigione. Tu esci e fotografi e ne rimani segnato – ma forse questo non è il termine giusto. Diventi cinico. Non dentro di te, sai bene quanto sia orribile esserlo, ma capisci quale sia la maniera per realizzare le foto giuste, quelle che possano piacere, una volta tornato a casa.
Così ti rendi conto che queste stesse foto avresti potuto scattarle in qualsiasi altro posto.
semplicemente scegli, scegli di continuo il modo in cui lavorare. Il puro atto di fotografare consiste nello scegliere. E anche nelle situazioni più catastrofiche, in realtà, il tuo pensiero va al mercato. Non puoi farci niente. Scorri con gli occhi una fila di ragazzini, ne trovi uno che colpisce il tuo sguardo più degli altri, terribile e triste. Intanto diventi un abile affabulatore. Ti ripeti continuamente: mi sto muovendo nel modo giusto perché se scatto una fotografia qui e poi la mostro lì, queste persone potranno ricevere un aiuto.

La gente cominciava a vedermi come un tutt’uno con la mia macchina fotografica. ma se non fossi una fotografia, io Marilyn Silverstone, cosa mai potrei essere? Sono qualcosa di diverso? Non si può allo stesso tempo prendere parte e fotografare. In un certo modo, questo logora.

Sempre più pensavo che un giorno ci sarebbe stato qualcosa di sconvolgente in grado di cambiare tutto. Pensavo a Madre Teresa. Se solo fossi potuta andare con lei, avrei realizzato qualcosa di significativo. Ma non era per me. Io non sono il tipo dell’assistente sociale. Non era quella la mia strada…

Vita

1929 – nasce a Londra e si diploma in Storia dell’Arte
1955 – comincia a fotografare come professionista freelance
1959 – si trasferisce a Nuova Delhi dove vive e lavora fino al 1973
1977 – è ordinata monaca buddista e vive in Nepal, in un monastero dove pratica la sua religione
1999 – muore nel monastero di Shechen, nei pressi di Kathmandu.

Link: Magnum Photoswww.stevenkasher

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