Archivio mensile:novembre 2009

La Guernica di Picasso

http://www.youtube.com/v/I_65LYLzvvI&hl=it_IT&fs=1&

Grazie alla segnalazione di artsblog: “Guernica di Picasso come non l’avete mai vista”, abbiamo la fortuna di vedere una straordinaria animazione in 3d.

Questo video è stato realizzato da Lena Gieseke geniale animatrice in grafica computerizzata, (vale la pena anche fare un giro sul suo sito personale, in particolare sulla sua lavagna magnetica virtuale).

Nel video, viene esplorato uno dei massimi capolavori della storia dell’arte moderna. L’opera è rivisitata in un modo inatteso dall’interno, cercando e immaginando nuove prospettive e sfumature. Guernica di Picasso viene letteralmente sviscerata, in parte reinventata.

La musica che fa da sottofondo all’animazione è di Manuel de Fallas ed è tratta dalla sua raccolta “Siete canciones populares españolas”. Questa in particolare si intitola “Nana”.
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L’ultimo decennio, nel nuovo millennio

In sessantotto fotografie l’Agenzia Reuters ci racconta cosa è successo di significativo negli ultimi 10 anni in questo nuovo millennio. Le immagini spesso crude, ci mostrano i momenti più salienti e più emozionanti che hanno documentato la storia di questo inizio di secolo, dalla situazione politica ai drammi cui abbiamo assistito.
La galleria fotografica viene ospitata nel Corriere della sera.

Fortunato Depero

agenda letteraria il 29 novembre 1960 – muore a Rovereto Fortunato Depero

La valutazione lirica dell’universo,

mediante le Parole in libertà di Marinetti,

e l’Arte dei Rumori di Russolo,

si fondono con dinamismo plastico
per dare l’espressione dinamica, simultanea,
plastica, umoristica della vibrazione universale.
Noi futuristi, Balla e Depero, vogliamo
realizzare questa fusione totale per
ricostruire l’universo rallegrandolo.
(Ricostruzione futurista dell’universo, 1915)

Decrescita felice, crescita felice

Se le risorse materiali vanno verso l’esaurimento, è tempo di investire nelle economie immateriali. La Rete è il terreno ideale, ma chi si preoccuperà di fertilizzarlo?

[…] Del resto il senso comune, unito ad un minimo di matematica, ha da sempre reso evidente che uno sviluppo geometrico nel mondo materiale non è sostenibile in nessun caso. Ma come già detto, tutti i leader del mondo e dell’economia, dopo essersi strappati i capelli per il riscaldamento globale, l’inquinamento, il buco nell’ozono e l’esaurimento del petrolio tornano ad inneggiare e perseguire lo sviluppo e la crescita illimitati.

Un tale atteggiamento può essere dovuto a tre cause: ignoranza, disonestà o ipocrisia. La gente comunque non pare preoccupata, ma del resto non si accorge nemmeno di ribaltoni concettuali come quelli dell’energia eolica, passata nell’indifferenza da benedizione a devastazione.

L'”economia della decrescita”, teorizzata da pochi eretici, è una cosa nuova su cui rivendico una grande ignoranza: anche da ignorante sembra però evidente che questa sia l’unica risposta a lungo termine alle catastrofi prossime venture provocate dall’inquinamento e dall’esaurimento delle risorse naturali, ben previste appunto ne “I limiti dello sviluppo”.
Una “decrescita felice” sembra quindi l’unico obbiettivo a medio termine che possa forse portare contemporaneamente sopravvivenza, equità e benessere.

In questo cammino le economie “immateriali” come quelle che si svolgono prevalentemente o completamente nell’ecosistema della Rete potrebbero essere risolutive: possono (potenzialmente) creare valore e benessere senza richiedere risorse naturali o generare inquinamento. […]

Umberto Saba

il sabato poesia – Città vecchia

Spesso, per ritornare alla mia casa
prendo un’oscura via di città vecchia.
Giallo in qualche pozzanghera si specchia
qualche fanale, e affollata è la strada.

Qui tra la gente che viene che va
dall’osteria alla casa o al lupanare,
dove son merci ed uomini il detrito
di un gran porto di mare,
io ritrovo, passando, l’infinito
nell’umiltà.

Qui prostituta e marinaio, il vecchio
che bestemmia, la femmina che bega,
il dragone che siede alla bottega
del friggitore,
la tumultuante giovane impazzita
d’amore,
sono tutte creature della vita
e del dolore;
s’agita in esse, come in me, il Signore.

Qui degli umili sento in compagnia
il mio pensiero farsi
più puro dove più turpe è la via.

Diego Valeri

agenda letteraria il 27 novembre 1976 – muore a Roma Diego Valeri

I giorni, i mesi, gli anni,
dove mai sono andati?
[…] Questo piccolo vento
foglia a foglia mi spoglia
dell’ultimo mio verde
già spento… E così sia.
(Colle del vento)

Muse

Mentre misteriosamente mescolo memorie musicali, massaggi, magoni, melanconie, manovrano mia mente.
Meravigliosi magazzini manipolano maldestramente minuscoli mondi.
Mormorando magicamente mutamenti, mancanze, minuzie.
Malcelati modesti meriti, marginalmente, mi mangiucco mani,
mannaggia… musetti malandrini. Mentalmente migliorato,
mentre mattone… macigni, macerano metodicamente.
Massime mormorate maniera matura, mare-magnum meditativo. Morbidi messaggi migliorano morale magnifica miniera: medicine, minestre, maglioni, maschere, marmocchi, mongolfiere, macchinine.
Materne maschere!