Frammenti #14

Anche il cicerone si disgrega se non viene opportunamente agitato.

Teofrasto, Sulla vertigine.

Cosa diavolo è il cicerone? Da fonti degne di fede apprendiamo che sarebbe un cocktail religioso, detto kukeon, composto d’acqua, succo di menta e farina d’orzo, in uso presso i sacerdoti eleusini, in pratica, una schiefezza. Ovviamente la farina si mischiava al resto solo se il beverone veniva sufficientemente agitato. In caso contrario, restava disgustosamente a galla. Comunque, a parte il cicerone, il frammento ci ricorda che tutto prima o poi è destinato a disgregarsi, e che quando questo avviene il primo sintomo è l’immobilità. Si disgrega l’uomo, il potere, la bellezza e perfino il libro. E come si fa a sapere quando un libro è morto? Quando sul banco del libraio non dà più segni di vita. In gergo editoriale si dice che “il titolo è calmo”. Chi non è calmo affatto è, invece l’autore, che si avvilisce e che spera in una possibile reincarnazione tra i Remainders. L.D.C.
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