Adesso vedo il mondo a colori…

Quando sorge il sole? Un giorno un rabbino riunì i suoi alunni e chiese: «Come sappiamo qual è il momento esatto in cui finisce la notte e comincia il giorno?». «E’ quando, da lontano, siamo capaci di distinguere una pecora da un cane», disse un bambino. Un altro allievo replicò: «Per la verità, sappiamo che è già giorno quando possiamo distinguere, da lontano, un ulivo da un fico». Il rabbino rispose: «Non è una buona definizione». I ragazzi allora chiesero: «E allora qual è la risposta?». E il rabbino disse: «Quando uno straniero si avvicina e noi lo confondiamo con nostro fratello e i conflitti spariscono: quello è il momento in cui la notte finisce ed il giorno comincia!».
Il popolo d’Israele ha una grande tradizione laico-liberal, il detto rabbinico che ho citato ne è la prova. Purtroppo però molte volte lo stato di Israele si è trovato a compiere delle azioni riprovevoli nei confronti di altri popoli. La dicotomia può nascere forse dalla paura che questa nazione ha per la sua sopravvivenza: non è che in passato gli ebrei non abbiano avuto motivo di temere per la propria sopravvivenza, i campi di concentramento erano pieni zeppi di loro e noi caucasici facevamo finta di non vedere e non sapere. Si sentono ancora vecchi detti sugli ebrei che fanno accapponare la pelle, la paura rende l’uomo fragile e chi al posto loro non avrebbe paura di vedere i propri figli, madri, padri, sorelle, amici sparire da un momento all’altro e trovarsi solo in un mondo nel quale non riesce più a ritrovare le proprie radici? I bambini palestinesi ci spezzano il cuore. E i bambini ebrei no? Io li vedo eguali, con lo stesso diritto ad essere felici e riconosco questo diritto a tutti i bambini del mondo: bianchi e neri, belli e brutti, sionisti e islamici, perché credo che il diritto alla felicità non abbia cittadinanza.
Per anni mi sono interessata solo della causa del popolo palestinese, perché una ideologia deviata mi aveva offuscato la visione organica dell’umanità; ho creduto che da una parte ci fossero i buoni e dall’altra i cattivi, ma ora mi sono accorta che nel mondo non esiste solo il bianco e il nero. Ora che finalmente lo vedo in tutti i colori dell’arcobaleno riesco solo a percepire il cuore degli esseri umani, ed è bellissimo che le persone siano come fiocchi di neve, che all’apparenza sembrano uguali ma sono tutti irrepetibilmente diversi.
E’ per questo che adesso non parteggio né per il popolo palestinese né per quello d’Israele, non parteggio proprio; credo nell’uomo e nella sua capacità di liberarsi attraverso la rivoluzione non violenta. Cosa ci tiene insieme su questo pianeta? Forse il fatto che siamo tutti uomini, tutti uguali ma unici, e che a volte possiamo sbagliare. Solo nel riconoscerci in ciò che ci unisce si può trovare la saggezza di sopportare, emendare, capire, amare, cambiare la storia.
«Il cambiamento nella società è di secondaria importanza; esso avverrà naturalmente, quando voi, come esseri umani, produrrete questo cambiamento in voi stessi». (Jiddu Krishnamurti – Al di là della violenza)
Enrica Caferri
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