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Joshua Meyer, il coraggio di essere libero

Per grande arte non s’intende la padronanza tecnica, s’intende l’esplorazione e la scoperta” dice il pittore moderno americano Joshua Meyer in un’intervista del 2002.
L’arte respira, batte, esplora, scopre e fa. La grande arte avviene quando un artista ha il coraggio e la fiducia nel progresso e con esso lui prosegue. In quanto esseri umani, siamo tutti esseri creativi se siamo abbastanza coraggiosi e liberi. Se vogliamo provare cose nuove, se abbiamo il coraggio di affrontare l’ignoto, di esplorare e scoprire il significato di essere vivi”.
Questa è stata ed è la filosofia di Joshua Meyer, pittore Texano che grazie alle innumerevoli recensioni e riconoscimenti si è fatto conoscere negli Stati Uniti e non solo.
Una panoramica dei suoi lavori la trovate nel suo sito.

Robert Shults e lo sguardo geometrico

A mio parere, la fotografia è, in primo luogo, un’arte astratta. Il compito del fotografo è quello di estrarre il suo soggetto dalla massa presente nel contesto spaziale e temporale prima della “lente”. Quando la portata di tale astrazione è estrema e l’immagine risultante non è del tutto rappresentativo del “tutto”, ciò che rimane all’interno della fotografia è una confluenza di un contesto psico-emozionale: lo stato soggettivo sperimentato dal fotografo al momento della creazione miscelata con la storia personale dello spettatore. A questo proposito, la fotografia fortemente astratta ha una capacità unica di funzione, è come uno specchio “una parte di noi stessi.” R.S.

Sono sguardi molto personali quelli che Robert Shults ci fa vedere nel suo sito. Architetture, geometrie, forme delineate in bianco e nero. La loro preziosa bellezza la si può ammirare in Still lifes immagini d’interni e in Botanicals immagini di vegetali. [via]

Sulla strada

La condizione dei senzatetto abitualmente chiamati “barboni”, è una situazione nella quale delle persone per lungo tempo non hanno un luogo di residenza.
L’obbiettivo fotografico e la sensibilità di Keith Harris, riescono in qualche modo a farci conoscere il mondo di questi diseredati: la strada. La strada vissuta da questi “homeless” (in inglese homeless sono le persone senza casa o senza fissa dimora) dove vivono, come dormono, cosa fanno, insomma la loro vita, la loro umanità.
Harris ha lavorato due anni a “On the Street”, una bella sezione fotografica in bianco e nero che fa “parlare” questa gente che vive sulle strade di Chicago.
[via]

Marcel Duchamp

Molto attiva la comunità che gira intorno all’artista francese (naturalizzato statunitense) Marcel Duchamp. Lo dimostra l’interessante e completo sito web che offre la possibilità di consultare oltre alla sua biografia animata da video, anche una serie di immagini, una pagina multimedia e altre due veramente interessanti, la prima con le sue opere e la seconda con dei brevissimi video, tutti accompagnati da musica scelta ad hoc!
Merita una visita questo sito dell’artista dell’arte da orinatoio. [via]

Carlos No

Le sue opere, come si vede, hanno la forma di cartelli stradali. Il tema è l’immigrazione. Carlos No, prende in considerazione le problematiche che riguardano il rispetto dei diritti umani e l’ingiustizia. La sua è una riflessione critica nei riguardi di chi abusa e sfrutta l’assenza di libertà, lo sfruttamento ed abuso di potere. Il messaggio è chiaro: solidarietà e il rispetto per le identità, richiedono rispetto. [via]

La Guernica di Picasso

http://www.youtube.com/v/I_65LYLzvvI&hl=it_IT&fs=1&

Grazie alla segnalazione di artsblog: “Guernica di Picasso come non l’avete mai vista”, abbiamo la fortuna di vedere una straordinaria animazione in 3d.

Questo video è stato realizzato da Lena Gieseke geniale animatrice in grafica computerizzata, (vale la pena anche fare un giro sul suo sito personale, in particolare sulla sua lavagna magnetica virtuale).

Nel video, viene esplorato uno dei massimi capolavori della storia dell’arte moderna. L’opera è rivisitata in un modo inatteso dall’interno, cercando e immaginando nuove prospettive e sfumature. Guernica di Picasso viene letteralmente sviscerata, in parte reinventata.

La musica che fa da sottofondo all’animazione è di Manuel de Fallas ed è tratta dalla sua raccolta “Siete canciones populares españolas”. Questa in particolare si intitola “Nana”.

Egon Schiele

Ora osservo soprattutto i movimenti corporei dei monti, delle acque, degli alberi, dei fiori. Tutto mi richiama alla memoria i movimenti analoghi del corpo umano, i moti analoghi di gioia e di sofferenza delle piante. La sola pittura non mi basta; so che con i colori è possibile creare qualità intrinseche.

Si può presentire intimamente, nel profondo del cuore, un albero autunnale in piena estate; io vorrei dipingere questa malinconia.

Tratto da lettere di Egon Schiele