Archivi categoria: editoriali

Lettera ai vertici rai

Egregio Direttore Mucciate, Spettabile Direzione Sipra

E’ necessario evolvere ed è stimolante innovare! Di questo sono profondamente convinto, come lo sono moltissimi fedeli ascoltatori di Radio2. E’ stato garbatamente spiegato che sarebbe stato necessario un cambio di palinsesto su Radio2 “finalizzato a ringiovanire il suo pubblico” come si legge in un comunicato Sipra e come più volte detto dal Direttore Mucciante.
Penso sia altresì importante non commettere l’errore che molte aziende compiono nella foga di acquisire nuovi clienti/utenti, ovvero disinteressarsi di quelli acquisiti, lasciandoli liberi o motivandoli a cambiare. Leggiamo dell’incremento di ascolti nel 5° bimestre 2009 e ne siamo felici, ma questo accadeva prima che la rivoluzione Mucciante scendesse come una mannaia sulla rete.
Dal punto di vista mio, e di moltissimi altri ascoltatori sono stati compiuti diversi gravi errori di valutazione, se il vero fine era quello di “ringiovanire” il parco ascoltatori:
1) Un giorno da pecora, posizionato alle 14, pensate possa interessare i teenager in rientro dai licei, che con le loro cuffiette a quell’ora ascoltano i programmi di punta su 105 o DJ? Non vedo come un programma che ospita politici possa interessare un pubblico giovane.
2) Traffic, il programma giovane per eccellenza, dato in conduzione a due personaggi che sono più attenti a pubblicare le foto del loro abbigliamento trendy su FaceBook piuttosto che a strutturare una trasmissione che possa in qualche modo essere meno volgare e con contenuti di un minimo interesse. Girano a vuoto facendo discorsi autoreferenziali, tentativi di gag comiche di bassissimo profilo… insomma, un’ora inutile.
3) Io Chiara e L’oscuro, è forse insieme a Traffic la trasmissione meno ascoltata e più criticata nelle piazze virtuali frequentate da ascoltatori di Radio2… è una trasmissione lenta ed inutile, non veramente aperta alle opinioni del pubblico se non in apparenza. Non sarebbe stato meglio mantenere Condor, magari spostato al posto di questo psico obrobrio? Basti dire che molti rimpiangono addirittura Fabio e Fiamma…
4) Gli Spostati, che avevano già un pubblico giovane, chiaramente per l’orario in cui andavano in onda, sono stati “spostati” alle 6 del mattino… una loro particolarità era quella di avere spesso ospiti interessanti… avete affossato anche questa possibilità
5) Donne che parlano, è forse uno dei più grandi insulti all’attuale pubblico della rete, maschile e soprattutto femminile: in una fase in cui tutti i reality televisivi stanno pagando dazio con cali di ascolto, come potete pensare che possa essere una buona idea lanciarne uno radiofonico?

In buona sostanza è parere ampiamente diffuso che ci fosse bisogno di migliorie e di un aggiustamento di palinsesto, ma credo che la cancellazione di programmi molto seguiti come Condor o L’altro lato e l’inserimento di pattume radiofonico non sia utile al ringiovanimento, ma ottenga il risultato di scimmiottare e volersi allineare ai grandi Network (105/DJ) senza peraltro averne i mezzi, mortificando e frustrando ascoltatori fidelizzati che da molti anni a questa parte non avevano nemmeno mai pensato all’ipotesi di cambiare canale… Ora ci avete costretto a togliere la polvere dalla manopola e molti di noi, specie dalle 10 alle 11 e dalle 16 alle 17, sono migrati verso altre emittenti.

Gli ascoltatori di Radio 2 hanno un cervello ed hanno buona volontà, e lo hanno dimostrato seguendo le iniziative di Caterpillar o del Ruggito del Coniglio ad esempio, sono coesi e comunicano tra loro, come è evidente nei gruppi Facebook del Ruggito o di Grazie Per Averci Scelto.
Questi stessi ascoltatori vi stanno chiedendo a gran voce di avere maggiore rispetto per loro, per i loro gusti e per la loro intelligenza, ritornando su decisioni prese e risistemando quanto prima questo lacunoso palinsesto.
Diversamente l’unica possibilità che ci rimane per farci valere, nostro malgrado, è quella di continuare a cambiare canale, facendovi perdere share e quindi potere contrattuale per gli spazi pubblicitari, nonché tentare di boicottare pubblicamente le aziende i cui spot pubblicitari vengono inseriti nelle nuove trasmissioni, ovviamente comunicandolo alle suddette aziende e spiegandone il motivo. Lo faremo singolarmente, come tanti privati cittadini che democraticamente spiegano una propria scelta, senza grossi proclami, ma lo faremo.

Radio 2 ha un pubblico adulto di persone “pensanti”, siatene orgogliosi invece di rinnegarlo e mortificarlo con programmazioni di basso profilo… inoltre non dimenticate un aspetto Primario: Il Direttore di rete e tutti i suoi sottoposti sono nostri dipendenti, sia perché dipendenti statali, sia perché RAI percepisce un canone che noi paghiamo, a differenza dei Network Nazionali con in quali quindi non dovreste pensare di paragonarvi o confrontarvi.

Distinti Saluti

Amici, se lo gradite potete usare questo messaggio, modificarlo, integrarlo, cambiarlo… lo scopo è far arrivare più materiale possibile a Mucciante, alla Sipra e alla Commissione di Vigilanza Rai… magari non otterremo nulla ma almeno nulla sarà lasciato intentato… condividete pure con chi pensate possa essere interessato.

SIPRA corso Bernardino Telesio 25, 10146 Torino
f.mucciante@rai.it
Flavio Mucciante c/o
Rai Radio Televisione Italiana, Direzione Programmi, Via Asiago 10, 00195, Roma
Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi
c/o Palazzo San Macuto, Via del Seminario 76, 00186, Roma
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Top ten zero

Negli anni scorsi, in questo periodo, stavo iniziando a stilare la classifica dei dischi da inserire nella mia top ten annuale. Ecco quella del 2006, quella del 2007 ed infine quella del 2008.
Ho scritto la parola “infine” non a caso, infatti, quest’anno… ciccia, nisba, niente, neanche a volerlo riesco a racimolare un po’ di dischi per arrivare a dieci. C’è ne sono sì, alcuni, per carità, ma siamo nell’ordine di poche unità, che neanche vale la pena a farla ‘sta classifica.
Il segnale non è positivo, questo si capisce, e fare un’analisi socio-economico-culturale non mi è facile, credo che probabilmente le cause siano di diversa natura non ultima quella di una mancanza d'”investimento” musicale e discografico. Per investimento intendo: impegnare idee risorse e … denaro. Nell’era di internet in cui la fruibilità musicale è a portata di ognuno e a costi zero, tutto diventa più difficile. Un musicista può anche avere delle nuove “idee”, ma poi metterle in musica ha un costo e se non c’è un ritorno, tutto diventa più difficile anche per la regina delle arti, la musica.

Pensavo allora di sostituire la classica top ten con delle classifiche molto “easy”, della serie il bello, il brutto e il pacioccone! Tenetevi pronti.

Elenchi telefonici

Anche quest’anno, come consuetudine, mi sono ritrovato con l’elenco telefonico nuovo e con quello vecchio ancora cellofanato. Allora la domanda mi sorge spontanea: nell’era di internet dove in dieci secondi trovi il numero che cerchi, ha ancora senso? e poi, cosa non da poco, ha senso per i presbiti come me faticare così tanto per trovare un nome scritto infinitamente piccolo?Si potrà pensare: “metà degli italiani non usa internet”, eccheccavolo, ma metà si! 
Mi sono informato e ho scoperto che in Usa è partita una campagna contro il librone telefonico con questo slogan: “Abolite l’elenco telefonico costa 5 milioni di alberi l’anno”. Anche in Italia si sta muovendo qualcosa.Una consegna a pioggia che spesso non raggiunge chi ne ha davvero bisogno ma arriva nelle case di chi neanche scarterà quegli enormi volumi, grossi costi di produzione e consegna, spreco di carta, acqua e carburante; a tutto ciò il movimento chiede una soluzione. Ovvero lasciare all’utente la libertà di scelta. Verrebbe così garantita la necessità dei consumatori che ancora non usufruiscono dell’elenco on-line di continuare a ricevere l’elenco cartaceo mentre tutti quelli già lo utilizzano rinucierebbero a ricevere il cartaceo.”Le compagnie di distribuzione consegnino il volume cartaceo solo a chi ne fa richiesta, bisogna sfruttare internet e favorire l’edizione on line”.

Turismo: ambientale e responsabile

Quest’anno ho trascorso le vacanze nelle Dolomiti e la riflessione predominante è stata quella della consapevolezza di “essere nel mezzo” di una delle più belle realtà naturalistiche del nostro pianeta. Le Dolomiti sono state dichiarate dall’Unesco, dopo le Isole Eolie, “Patrimonio dell’Umanità” …meglio tardi che mai!
Questi due siti sono stati riconosciuti siti naturali di rilevanza globale e sommati agli altri, l’Italia raggiunge il primato di ben 44 siti.
Riflettendo, mi dicevo: quanta storia e quanta bellezza possiede l’Italia, non ho scoperto “l’acqua calda”, è chiaro, ma molte volte ce lo dimentichiamo. Perchè in tempo di crisi l’Italia non ne trae forza? Perchè con questa risorsa, unica al mondo, non riesce a ripartire?
Il fascino e le testimonianze meravigliose della sua storia millenaria, rendono questo paese ineguagliabile. Preciso che non sto facendo uno spot social-politico, la mia è solo una riflessione da uomo della strada. Non conosco quali siano i mezzi e le strade da intraprendere, ma credo che quella del turismo sia quella vincente, nel futuro.
Il turismo rappresenta uno dei pilastri essenziali su cui rilanciare l’economia. Basti pensare che l’Italia è al quarto posto per entrate turistiche nella classifica dei principali Paesi del mondo, il secondo in Europa, dietro soltanto alla Spagna per numero di pernottamenti di stranieri, e il primo per numero di pernottamenti di turisti russi e cinesi. Questi sono primati che potrebbero essere ulteriormente consolidati, qualora fossimo capaci, finalmente, di valorizzare la straordinaria ricchezza artistica, culturale, architettonica e naturale del nostro Paese.

Ermete Realacci scrive: “L’Italia è il primo paese al mondo per numero di siti classificati dall’Unesco nella lista del patrimonio culturale mondiale. Per superficie protetta da parchi nazionali, siamo secondi in Europa e per quella tutelata da parchi regionali, quarti. Il turismo deve però essere necessariamente sostenibile, assicurando la presenza di strutture e servizi realizzati in modo da non distruggere o penalizzare il paesaggio, il mare, l’ambiente. La velocità delle comunicazioni e la forza contrattuale delle grandi compagnie che organizzano le vacanze hanno reso più frequenti ed accessibili le proposte per mete esotiche e località che diffondono l’illusione della scoperta di mondi lontani ed incontaminati. Lo loro offerta, molto spesso, si appiattisce in una somiglianza delle strutture ricettive, che si differenziano solamente per la loro localizzazione geografica. Ecco perché l’Italia, in una società globalizzata che tende ad appiattire le differenze, le particolarità, le identità, può giocare d’attacco.”

Credo allora che l’Italia possa e debba trarre forza dalla sua unicità. Con il suo territorio fortemente caratterizzato dalla presenza dell’uomo fin dall’antichità, essa mantiene ancora oggi tutto il suo fascino e racchiude, insieme alle testimonianze meravigliose della sua storia millenaria, un’idea di futuro e di scoperta tuttora ineguagliabile. Il nostro paese è chiamato, attraverso le categorie produttive di questo settore, ad accettare questa sfida, soprattutto nell’attuale momento di crisi, effettuando una profonda rilettura del turismo “ambientale e responsabile”. L’obiettivo deve essere chiaro: alleggerire il carico sul territorio, riducendo gli impatti ambientali del turismo e puntare sulla qualità come chiave per migliorare, preservare e valorizzare le ricchezze naturali e culturali dell’Italia.

Auguri utili per il 2009

Tentativo di formulare auguri, andando contro la vuota retorica delle feste comandate.

Il Capodanno di solito fa nascere negli esseri umani la voglia di fare bilanci per l’anno appena passato e di formulare auguri per l’anno che deve venire. Capita spesso purtroppo, che questa voglia si risolva in una serie di considerazioni banali e di auguri foderati di retorica. Su tutti trionfa l’augurio collettivo che il nuovo anno sia l’anno decisivo per la pace nel mondo.


Se vogliamo davvero un 2009 sereno e felice per tutti è bene che ci tiriamo su le maniche e cominciamo a metterci un pò d’azione. Sì, è vero, noi possiamo far poco ma, questa non deve essere la scusa per non fare niente.
Allora invece di intasare televisioni, giornali, telefonini, caselle di posta elettronica e siti web di ciarpame, diamoci da fare attivamente, per esempio, in modo che i precari non siano più tali, che i mutui non dissanguino le famiglie, che i giovani abbiano qualche prospettiva di futuro che valga più della droga e dell’alcool di cui s’imbottiscono fino a morirne. Chi non paga le tasse, le paghi. Chi vive di truffe e rapine, cambi mestiere. Chi sfrutta i propri dipendenti, chi non fa il proprio dovere, sia esso pubblico o privato, dirigente o manovale, cominci a mettersi in regola o venga denunciato.
Altrimenti sono solo parole vuote.
Se vogliamo la pace nel mondo, se la vogliamo veramente, lottiamo contro la potentissima lobby dei venditori di armi, creiamo movimenti d’opinione che boicottino i governi dittatoriali, la corruzione politica, la prevaricazione dei forti contro i deboli a tutti i livelli. Combattiamo l’ignoranza e la povertà con ogni mezzo noto e, se non basta, inventiamocene di migliori. Risolviamo il problema dell’energia e della carenza di petrolio.
Altrimenti sono solo parole vuote.
Siamo davvero stanchi della vuota retorica che si ripete immutata ad ogni fine d’anno. Siamo stanchi di vedere telegiornali e varietà che sparano oroscopi a raffica senza spiegare alla gente che si tratta di vaneggiamenti privi di alcun fondamento scientifico. Siamo stanchi di vedere astrologi che si arricchiscono ai danni della credulità popolare e che in una società intellettualmente più matura sarebbero mandati a lavorare in miniera (possibilmente quelle della Cina o della Russia).

Forse il tentativo è andato a vuoto, forse nella retorica ci sono caduto anch’io,
comunque sia, Auguri di un Buon 2009

Auguri utili per il 2009

Tentativo di formulare auguri, andando contro la vuota retorica delle feste comandate.

Il Capodanno di solito fa nascere negli esseri umani la voglia di fare bilanci per l’anno appena passato e di formulare auguri per l’anno che deve venire. Capita spesso purtroppo, che questa voglia si risolva in una serie di considerazioni banali e di auguri foderati di retorica. Su tutti trionfa l’augurio collettivo che il nuovo anno sia l’anno decisivo per la pace nel mondo.


Se vogliamo davvero un 2009 sereno e felice per tutti è bene che ci tiriamo su le maniche e cominciamo a metterci un pò d’azione. Sì, è vero, noi possiamo far poco ma, questa non deve essere la scusa per non fare niente.
Allora invece di intasare televisioni, giornali, telefonini, caselle di posta elettronica e siti web di ciarpame, diamoci da fare attivamente, per esempio, in modo che i precari non siano più tali, che i mutui non dissanguino le famiglie, che i giovani abbiano qualche prospettiva di futuro che valga più della droga e dell’alcool di cui s’imbottiscono fino a morirne. Chi non paga le tasse, le paghi. Chi vive di truffe e rapine, cambi mestiere. Chi sfrutta i propri dipendenti, chi non fa il proprio dovere, sia esso pubblico o privato, dirigente o manovale, cominci a mettersi in regola o venga denunciato.
Altrimenti sono solo parole vuote.
Se vogliamo la pace nel mondo, se la vogliamo veramente, lottiamo contro la potentissima lobby dei venditori di armi, creiamo movimenti d’opinione che boicottino i governi dittatoriali, la corruzione politica, la prevaricazione dei forti contro i deboli a tutti i livelli. Combattiamo l’ignoranza e la povertà con ogni mezzo noto e, se non basta, inventiamocene di migliori. Risolviamo il problema dell’energia e della carenza di petrolio.
Altrimenti sono solo parole vuote.
Siamo davvero stanchi della vuota retorica che si ripete immutata ad ogni fine d’anno. Siamo stanchi di vedere telegiornali e varietà che sparano oroscopi a raffica senza spiegare alla gente che si tratta di vaneggiamenti privi di alcun fondamento scientifico. Siamo stanchi di vedere astrologi che si arricchiscono ai danni della credulità popolare e che in una società intellettualmente più matura sarebbero mandati a lavorare in miniera (possibilmente quelle della Cina o della Russia).

Forse il tentativo è andato a vuoto, forse nella retorica ci sono caduto anch’io,
comunque sia, Auguri di un Buon 2009

Auguri utili per il 2009

Tentativo di formulare auguri, andando contro la vuota retorica delle feste comandate.

Il Capodanno di solito fa nascere negli esseri umani la voglia di fare bilanci per l’anno appena passato e di formulare auguri per l’anno che deve venire. Capita spesso purtroppo, che questa voglia si risolva in una serie di considerazioni banali e di auguri foderati di retorica. Su tutti trionfa l’augurio collettivo che il nuovo anno sia l’anno decisivo per la pace nel mondo.


Se vogliamo davvero un 2009 sereno e felice per tutti è bene che ci tiriamo su le maniche e cominciamo a metterci un pò d’azione. Sì, è vero, noi possiamo far poco ma, questa non deve essere la scusa per non fare niente.
Allora invece di intasare televisioni, giornali, telefonini, caselle di posta elettronica e siti web di ciarpame, diamoci da fare attivamente, per esempio, in modo che i precari non siano più tali, che i mutui non dissanguino le famiglie, che i giovani abbiano qualche prospettiva di futuro che valga più della droga e dell’alcool di cui s’imbottiscono fino a morirne. Chi non paga le tasse, le paghi. Chi vive di truffe e rapine, cambi mestiere. Chi sfrutta i propri dipendenti, chi non fa il proprio dovere, sia esso pubblico o privato, dirigente o manovale, cominci a mettersi in regola o venga denunciato.
Altrimenti sono solo parole vuote.
Se vogliamo la pace nel mondo, se la vogliamo veramente, lottiamo contro la potentissima lobby dei venditori di armi, creiamo movimenti d’opinione che boicottino i governi dittatoriali, la corruzione politica, la prevaricazione dei forti contro i deboli a tutti i livelli. Combattiamo l’ignoranza e la povertà con ogni mezzo noto e, se non basta, inventiamocene di migliori. Risolviamo il problema dell’energia e della carenza di petrolio.
Altrimenti sono solo parole vuote.
Siamo davvero stanchi della vuota retorica che si ripete immutata ad ogni fine d’anno. Siamo stanchi di vedere telegiornali e varietà che sparano oroscopi a raffica senza spiegare alla gente che si tratta di vaneggiamenti privi di alcun fondamento scientifico. Siamo stanchi di vedere astrologi che si arricchiscono ai danni della credulità popolare e che in una società intellettualmente più matura sarebbero mandati a lavorare in miniera (possibilmente quelle della Cina o della Russia).

Forse il tentativo è andato a vuoto, forse nella retorica ci sono caduto anch’io,
comunque sia, Auguri di un Buon 2009