Archivi categoria: note a margine

U. E. dice no alla regolamentazione dei blog

Note a margineIl Parlamento europeo non ha accolto la proposta di una regolamentazione dei blog, chiesta dalla socialista Marianne Mikko. L’estone, chiedeva di “chiarire lo status dei blog e dei siti con contenuti generati dall’utente, assimilandoli, ai fini legali, a ogni altra forma di espressione pubblica”.
Come era ovvio, aveva suscitato molte polemiche, in quanto poteva esser utilizzata come una limitazione della libertà di stampa ed espressione. Era stata criticata aspramente anche da molti intellettuali europei che la ritenevano un attentato alla libertà d’espressione.
Gli eurodeputati invece riconoscono che i blog sono “un contributo importante alla libertà di espressione, sempre più utilizzati tanto da professionisti dei media che da semplici navigatori” e quindi hanno respinto ogni ipotesi di regolamentazione.
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Italiani e Internet

Note a margineIl 60% degli italiani non usa Internet, né per il lavoro né per motivi personali. La maggioranza di questi non utilizzatori ha più di 50 anni e un titolo di studio medio basso.
Secondo un sondaggio realizzato dall’Istituto Piepoli per conto di
Ferpi, questo non significa che le nuove tecnologie della comunicazione siano viste in modo negativo, anzi il 61% degli intervistati ritiene addirittura che gli strumenti di comunicazione elettronica abbiano migliorato la vita sociale, riuscendo ad avere ricadute positive anche sui rapporti interpersonali offline.

La Rete è la relazione del futuro e del presente, ma in maniera ancora disomogenea nei contenuti e nella “frequentazione”.
Il rilevamento ‘Ferpi – Istituto Piepoli’ ha analizzato il rapporto fra Italiani e web, quello che cercano sulla Rete e la loro propensione a diventare internauti come in molti Paesi stranieri. Dal sondaggio emerge che: la mail è di gran lunga il medium online più utilizzato nella vita privata (66% del campione) seguito dai giornali web (29%) e dall’instant messaging (27%).
Interessante la tipologia di informazione ”navigata”: la cronaca, l’attualità e lo sport per il 36%, i libri, i film e la musica per il 33%, i viaggi per il 30%, le vacanze e il turismo per il 27%, e a seguire politica, servizi, economia e spettacolo.

Blogger personality

Note a margine La psicologa italiana Rosanna Guadagno, che lavora all’università dell’Alabama, ha condotto una ricerca sulla personalità di blogger e soggetti di età comparabile non-blogger.
Il risultato, (anche se fortemente limitato in quanto i dati si riferiscono alla popolazione studentesca e non possono essere generalizzati a campioni di persone più avanti con gli anni e inoltre la ricerca riguarda persone e blogger statunitensi che non necessariamente rappresentano i blogger di altre nazionalità e culture) indica che le persone con più alti punteggi nelle scale di Apertura alle nuove Esperienze e di Stabilità Emotiva hanno maggiore probabilità di aprire e tenere un blog.

Le caratteristiche delle persone con alti punteggi di ‘Apertura alle nuove esperienze’ includono immaginazione, curiosità, talento artistico e varietà di interessi, non sorprende che questa sia una caratteristica dei blogger. Il blogging è una modalità relativamente recente di esprimersi e di “stare” nel web, per cui è ragionevole che le persone più creative siano tentate di provare cose nuove come il blog, così come risultano essere le prime ad adottare le nuove tecnologie … Della serie autocompiaciamoci!
La ‘Stabilità emotiva’, che comprende caratteristiche come l’ansietà, l’irritabilità, la reattività emotiva, è un tratto specifico (soprattutto delle donne che bloggano), che suggerisce la possibilità che si blogghi soprattutto per alleggerire la solitudine, moderare il proprio malumore e instaurare rapporti sociali con gli altri …
Della serie autocuriamoci!
Sia chiaro io non c’entro!, lo dicono
loro. Ad Maiora
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Musicoterapia

Note a margineSi dice che per curare le nevrosi, far sparire l’insonnia e persino liberarsi da certi dolori, è da provate la musica. Scegliendo quella giusta, si possono otterrete risultati straordinari.
Fin dai primi anni di vita bisognerebbe ascoltare e fare musica. Non solo perché le note hanno un effetto rilassante ma soprattutto perché la sollecitazione musicale funziona da stimolo per la crescita delle cellule cerebrali. Alcuni ricercatori dell’Università californiana di Irvine hanno scoperto che dopo aver ascoltato per dieci minuti la sonata a quattro mani per due pianoforti K448 di Mozart, il quoziente di intelligenza, temporaneamente, cresce.

Dunque le note musicali sarebbero armi potenti per far funzionare meglio il cervello. Non solo. Come sostiene la musicoterapia una sinfonia o un brano di musica jazz possono aiutare a superare insonnia e nevrosi e migliorare le potenzialità fisiche e psichiche.
Tutto questo non è una novità. Da millenni si conoscono le proprietà terapeutiche della musica. Gli Egizi e gli antichi Greci la consideravano capace di influenzare in modo positivo la mente e il corpo. A partire dal Cinquecento vengono piantati i semi della musicoterapia che darà importanti frutti fra il Settecento e l’Ottocento quando Bach compone le Variazioni Goldberg per alleviare disturbi psichici. Ma è solo dalla seconda metà del Novecento che i suoni vengono utilizzati per un compito impegnativo: la rieducazione motoria e la maturazione psicologica dei bambini portatori di handicap.
Al di là delle preferenze personali, ci sono dei brani classici che hanno un benefico effetto su chiunque. Ascoltateli nei momenti che più vi piacciono e vivete la musica come un inno al piacere e alla sensazione di libertà.
Ecco alcuni esempi:
Per allentare le tensioni muscolari: Sinfonia numero 5 di Franz Schubert.
Per ritrovare la calma: Sonata per piano numero 13 di L.V.Beethoven.
Per rilassare la mente: Le Quattro Stagioni, concerto numero 1 (La Primavera) di A. Vivaldi.
Per combattere l’insonnia: Notturni, opera 9 numeri 1 e 3; opera 15 numero 22 di Frederic Chopin.
Per incrementare il livello energetico: Sinfonia Fantastica ( quinto movimento) di H. Berlioz
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Internet & Cervello

Note a margineIl giornalista tecnologico Nicholas Carr afferma: “L’uso di internet trasforma il nostro cervello“. Egli sostiene che, leggendo molte più informazioni ma in modo più superficiale, perdiamo la capacità di riflettere e di concentrarsi su testi più lunghi, siamo quindi destinati a diventare più stupidi.
Stowe Boyd, esperto di tecnologie afferma che, se ancora non siamo in grado di riconoscere la superiorità del “pensiero reticolare” è solo perché continuiamo a confrontarlo con il nostro vecchio “modo lineare” di ragionare basato su testi lunghi, “questo modello reticolare” sostiene Boydpermette di ascoltare più voci che discutono tra loro” passando da una tesi all’altra attraverso una rete.
Marco Pratellesi giornalista del Corriere della sera conclude scrivendo: “Carr ha ragione quando sostiene che internet trasforma il nostro cervello. Anche invenzioni come la scrittura, il calcolo e la stampa hanno modificato il nostro modo di ragionare e la nostra struttura mentale, ma non per questo siamo diventati più stupidi. Ci siamo adattati ai nuovi stimoli”.
E questo è tutto.

Il blog aiuta

Scrive Benedetta Perilli su Repubblica (traducendo uno studio dell’università australiana di Swinburne) che, un blog aiuta a vivere meglio e ci rende (uso il plurale) meno ansiosi e più socievoli.
Lo studio condotto dal ricercatore James Baker indica i social network e i diari online come panacea dell’umore e dei rapporti interpersonali.
Continua l’articolo sul quotidiano: “Saranno pure nerd (con la enne, ndr) ma almeno sono felici. Basta con le preoccupazioni: di blog non si muore ma soprattutto bloggando si vive meglio.”

Tirando un sospiro di sollievo, stavo infatti preoccupandomi della mia integrità psico-fisica, continuo l’articolo: “… Ma non solo. Lo studio ha dimostrato che dopo due mesi di attività su un social network, dalla semplice richiesta di amicizia allo scambio di video, tutti gli utenti si sentono meno ansiosi e depressi ma quelli che hanno affiancato a queste attività quelle del blogging vivono meglio anche le relazioni fuori dal web. … Secondo Fernett e Brock Eide, neurologi specializzati nello studio dell’apprendimento nei giovani, il blog rende chi lo apre un miglior pensatore.”

Allora è fatta, potrò così dimostrare la potenzialità salutare del blog a quei miei amici riluttanti al web, continuo a leggere: “… Ecco dunque che il blog è stato preso ad esempio come una nuova attività fondamentale del comportamento umano che potrebbe cambiare radicalmente la maniera di pensare delle persone fino a concludere che bloggare può potenziare la creatività, l’intuito e il ragionamento per associazioni. La facilità con cui chiunque può pubblicare un blog online promuoverebbe dunque connessioni spontanee e accrescerebbe la creatività. I neurologi hanno inoltre concluso che i diari online migliorerebbero il pensiero critico e analitico anche solo perché, essendo ricchi di idee, informazioni e opinioni, facilitano lo scambio di pareri, il confronto e l’analisi.”

Nooo!, allora bisogna farne materia scolastica obbligatoria, finisco l’articolo: “… Gli studiosi hanno concluso che tenere un blog è come scrivere un diario che aiuta le persone a esternare le proprie emozioni e a parlare dei propri sentimenti e problemi. La differenza con i diari cartacei sta però nel fatto che quelli online sono a carattere pubblico e invitano quindi gli altri a lasciare un’opinione su quello che leggono.”

Ai POSTeri l’ardua sentenza …

Buon voto a tutti

Stop, a mezzanotte cala il coprifuoco, i giochi sono ormai fatti, domani la giornata del silenzio elettorale e quindi, domenica e lunedì si vota.
Il voto che, dovrebbe rappresentare una compiuta democrazia, una festa, un giorno di libertà dove in modo incondizionato il popolo sceglie liberamente i propri rappresentanti, così non è. Sono state le segreterie di partito a scegliere i papabili, i sicuri ed impossibili eletti. Il popolo avrà solo le funzioni di notaio.
E’ stata una campagna elettorale strana, piatta, apparentemente poco sentita e con poco entusiasmo. Piazze con rari sussulti e dibattiti televisivi poco vibranti, di certo meritavamo qualcosa di meglio. Il perchè di questo, è forse imputabile a quel diffuso sentimento d’anti-politica che ha reso gli italiani meno inclini al credere alle promesse elettorali stucchevoli e a volte ripetitive, ma più semplicemente, in questo momento storico sembra mancare la fiducia incondizionata in una classe politica.
A parte le ultime sparate berlusconiane, ricorderemo probabilmente ben poco di questa breve e disordinata campagna elettorale. Ricorderemo solo le nostre discussioni su quale sarà la scelta giusta, su quale partito mettere quella croce che, in fondo, è l’atto insieme fondante e finale di tutte le democrazie rappresentative. Certo non basta il voto per fare una democrazia, ma di certo non c’è democrazia senza voto.
Buon voto a tutti.