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Ami Vitale: Comprensione, legami e dialogo

Non ha certo bisogno di essere pubblicizzata questa famosa fotogiornalista indipendente americana ma, nel caso qualcuno ancora non la conoscesse, uno sguardo alla sua galleria lo merita davvero. Le sue foto hanno fatto il giro del mondo e probabilmente le avrete viste senza magari sapere che l’autrice fosse proprio lei, Ami Vitale.

Lavorando per le più grandi testate giornalistiche mondiali, la Vitale è stata presente in molte zone di crisi del mondo. Per capire e inquadrare il suo lavoro, la descrizione migliore la da lei stessa, rispondendo alla domanda “Cosa cerchi?” tratta da un’intervista di Romina Marani realizzata per Sguardi.

Provo a raccontare una storia con le immagini, una sorta di “verità”. Provo ad avvicinarmi a quello che tutti chiamiamo “condizione umana”. Sento che l’affermazione di Kafka è realistica, specialmente quando guardo la maggior parte delle immagini e come sono utilizzate ogni giorno. Molto spesso sembra ci sia sensazionalismo, perché il mondo viene dipinto come un posto pericoloso; e non ce n’è ragione. In realtà credo sia vero l’opposto. La maggior parte della gente nel mondo si somiglia. Credo che non ci sia differenza nei sentimenti, nelle emozioni e nei valori tra le persone, ovunque esse siano. Ovunque le persone vogliono mandare i propri figli a scuola, ovunque vogliono poter camminare senza paura per strada e al parco. Ovunque vogliono potersi guadagnare da vivere. Penso che creare paura e sensazionalismo permetta all’osservatore di disimpegnarsi e dire: “è senza speranza e non c’è niente che io possa fare per risolvere i problemi”. Qualcuno potrebbe anche dire: “queste persone sono dei barbari e quindi non voglio guardare, aiutare, capire”. Se si presentasse soltanto questo racconto del nostro mondo, la gente smetterebbe di guardare e di interessarsi. Io voglio creare comprensione, legami e dialogo.

La sua galleria è QUI

Bruce Gilden e la strada

Bruce Gilden si racconta.

Devi avere la passione, altrimenti non puoi realizzare buone foto. E’ facile a dirsi ma non è facile a farsi. Per fortuna, fin da ragazzo sono sempre stato attratto dai tipi buffi – per esempio, ho sempre amato i lottatori più brutti – così, fotografarli mi è sembrata la cosa più logica da fare. Ci sono cose specifiche che amo e che non amo. E poi. devo dire chiaramente che non basta un tipo caratteristico per fare una buona foto.

Come hai imparato a diventare fotografo?
Camminando per la strada con una macchina fotografica in mano.

Perché fotografi?
Ho la passione della fotografia e sento di non avere altra scelta. Puoi scegliere se seguire questa strada o meno; ma per me, ovunque vada nel mondo, ci vado proprio per scattare fotografie. Non faccio vacanze.

Perché fotografi la gente per la strada?
Forse perché quando ero ragazzo, cresciuto in una zona malfamata, passavo ore fissando fuori dalla finestra le attività che si svolgevano per la strada. Ho sempre cercato tipi particolari, persone che, in un senso o in un altro, spiccano sullealtre.
Non persone comuni.

Perché così vicino?
Più divento vecchio, più mi avvicino.
Credo che sia indispensabile per rivelare l’essenza del soggetto. Non mi avvicino alle persone che non mi piacciono.

Come descriveresti il tuo stile?
Il mio stile nasce da come fotografo. Devo essere fisicamente agile, intuitivo, senza paura e devo stare in strada.

Che cos’è per te una buona fotografia?
Un’immagine formalmente ben concepita, che ti colpisce emozionandoti, è per me una fotografia forte.

Dana Gluckstein: Dignità e Onore

Tra le varie iniziative per i 50 anni di Amnesty International (nel 2011) è stato pubblicato un libro con le fotografie di Dana Gluckstein. Il libro che porta il titolo di “Dignity In Honor of the Rights of Indigenous Peoples” è una pubblicazione che raccoglie i volti, l’umanità e le storie di tutte quelle popolazioni indigene ignorate, denigrate, depredate e minacciate.
Sono tutti ritratti in bianco e nero, fatti di sguardi ed espressioni dove lo stato d’animo è talmente evidente quasi da “toccarlo”.

Una galleria la potete vedere QUI

Scopertine #23 (551 – 575)

551. Dire Straits – Brothers in Arms – 552. Prefab Sprout – Steve McQueen (Two Wheels Good) – 553. Mekons – Fear & Whiskey – 554. Big Black – Atomizer – 555. Suzanne Vega – Suzanne Vega (1st Album)556. Pogues – Rum, Sodomy & The Lash557. Kate Bush – Hounds of Love 558. The Smiths – Meat is Murder559. Tom Waits – Rain Dogs560. Jesus & Mary Chain – Psychocandy561. New Order – Low Life562. Simply Red – Picture Book – 563. Dexys Midnight Runners – Don’t Stand Me Down – 564. Scritti Politti – Cupid & Psyche 85 – 565. Elvis Costello – Blood & Chocolate566. Afrika Bambaataa & The Soul Sonic Force – Planet Rock: The Album – 567. Beastie Boys – Licensed to Ill – 568. Metallica – Master of Puppets – 569. The The – Infected – 570. Nanci Griffith – Last of the True Believers – 571. Billy Bragg – Talking with the Taxman About Poetry – 572. Talk Talk – Colour of Spring – 573. Megadeth – Peace Sells…But Who’s Buying? – 574. Bon Jovi – Slippery When Wet – 575. Sonic Youth – Evol

Mario Jean e il suo portfolio eclettico

Mario Jean è un eclettico personaggio canadese. Definirlo fotografo è assai riduttivo, infatti, il suo portfolio passa dal disegno all’illustrazione, dalla fotografia alle arti grafiche. Il mondo espressivo di Mario Jean è particolarmente attento alla forme architettoniche e ai paesaggi naturali, con un occhio alla fauna e uno particolarmente simpatico ai ritratti. Il suo è un “linguaggio” personale che sa donarci emozioni con ironia e umorismo.
Tra tutti i suoi lavori, la galleria che merita una visita particolare è quella rivolta alla strada, dove Mario Jean ci mostra una condizione umana vista da diverse angolazioni.

Scopertine #22 (526 – 550)

526. ZZ Top – Eliminator – 527. Eurythmics – Sweet Dreams (Are Made of This) – 528. U2 – War529. The Police – Synchronicity – 530. Meat Puppets – II – 531. Culture Club – Colour by Numbers – 532. Frankie Goes to Hollywood – Welcome to the – leasuredome – 533. Run DMC – Run DMC (1984) – 534. Sade – Diamond Life – 535. Cocteau Twins – Treasure – 536. Minor Threat – Out of Step – 537. Van Halen – 1984 – 538. Prince – Purple Rain – 539. Replacements – Let it Be – 540. Style Council – Café Bleu – 541. Tina Turner – Private Dancer – 542. Echo & the Bunnymen – Ocean Rain – 543. Minutemen – Double Nickels on the Dime – 544. Lloyd Cole & the Commotions – Rattlesnakes545. Youssou N’Dour – Immigrés546. Bruce Springsteen – Born in the USA – 547. Fall – This Nation’s Saving Grace – 548. Abdullah Ibrahim – Water from an Ancient Well – 549. Aha – Hunting High & Low – 550. Tears for Fears – Songs from the Big Chair

Leonard Freed il fotografo dei diritti civili

Leonard Freed si racconta.
La fotografia è un linguaggio visivo appena agli inizi. E proprio come il poeta dà un senso alle parole, così il fotografo lo dà ai simboli visivi. Tuttavia, mentre le altre arti si sono sviluppate nel tempo, attraverso i secoli, la fotografia deve ancora maturare e definirsi. Poiché milioni di persone possono vedere le stesse immagini alla televisione, i film e la fotografia divengono in questo senso comunicazione, linguaggio.
La prima comparsa degli astronauti sulla Luna fece storia, così come i primi passi di Cristoforo Colombo nel Nuovo Mondo. Il primo è un fatto visivo; il secondo un fatto letterario. Per quanto riguarda Colombo siamo costretti a immaginare la scena, mentre i dettagli dell’impresa degli astronauti sono per tutti esattamente gli stessi. Quando diciamo “il primo uomo sulla Luna”, tutti noi parliamo la stessa lingua, ijn Cina, in India o in Africa, tutti abbiamo davanti la stessa immagine visiva.
La fotografia (ovvero la riproduzione) è diventata lingua universale.

Essere un poeta fotografo è triste ed è anche una sfida. E’ triste pensare che le tradizioni letterarie vadano perdute a vantaggio di un mezzo espressivo che è soltanto agli inizi. E’ una sfida in quanto un artista è libero di essere originale.

Io non decido ciò che supponete di leggere nelle mie immagini. Più la foto è ambigua, meglio è… Altrimenti, sarebbe propaganda.

invece di andare dallo psichiatra, faccio fotografie. Se ti ammali devi affrontare subito il male.
Devi cercare le risposte al tuo male e soltanto in questo modo riuscirai a superarlo. io ho trovato una professione che riesce a darmi alcune risposte. Questa è l’unica ragione per cui non faccio fotografie di moda, perché non mi darebbero risposte.

E’ soltanto ciò che avviene per caso, la scintilla di vita, che dà verità alle cose. Nell’arte, nell’attimo creativo, è verità tutto ciò per cui lottiamo.

Link: Magnum PhotosInmotion TributeImmagini da Google