Frammenti #30

La vera saggezza vuole e non vuole essere chiamata con il nome di Zeus.
Clemente Alessandrino, Stromata
E se un giorno scoprissimo che Dio non è poi così onnipotente come dice? e se un anche Lui avesse dei limiti, magari solo di tempo? Immaginiamo un uomo, particolarmente sfortunato, che un giorno, giunto in cielo, gli dicesse: “Perché, Dio mio, ti sei tanto accanito contro di me?”, e supponiamo che Lui, dopo aver bofonchiato, se la cavasse rispondendo: “Scusami tanto, figlio mio, ma avevo una guerra su Andromeda e un terremoto sulla costellazione del Capricorno: per una decina di anni mi sono dovuto assentare”.
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André Schwarz-Bart

agenda letteraria il 30 settembre del 2006 muore a Pointe-à-Pitre André Schwarz-Bart

Si vorrebbe che mille anni
di storia ebrea non fossero
altro che la cronaca banale
delle vittime e dei loro carnefici.
Io desidero mostrare un
ebreo della vecchia razza,
disarmata e senza odio,
e che ciononostante sia un
uomo, veramente, secondo una
tradizione oggi pressoché estinta.

(L’ultimo dei giusti, Premio Goncourt 1959)

You Are My Sister – Antony and the Johnsons – deepsong #13

Sei mia sorella

Sei mia sorella, siamo nati
Così innocenti, così bisognosi
Alcune volte siamo stati amici, altre sono stato crudele
Ogni notte ti chiedevo di vegliarmi nel sonno
Avevo così tanta paura della notte
Sembrava che tu attraversassi i luoghi da me temuti
Vivevi nel mio mondo così dolcemente
Protetta solo dalla tua naturale bontà
Sei mia sorella
E ti amo
Che tutti i tuoi sogni possano avverarsi
Allora ci sentivamo così diversi
Ma poi negli anni così simili
Il modo di ridere o di soffrire
Così tanti ricordi
Ma nulla più si può ottenere dai ricordi
Facce e mondi che nessun altro conoscerà mai
Sei mia sorella
E ti amo
Che tutti i tuoi sogni possano avverarsi
È quello che voglio per te
Si avvereranno (si avvereranno)

Erich Kästner

agenda letteraria il 29 settembre del 1974 muore a Monaco di Baviera Erich Kästner

L’intelligenza ognuno se la deve
conquistare. Soltanto la stupidità
si espande gratuitamente.

Sono un tedesco di Dresda in
Sassonia. Il mio paese non
mi lascia partire. Sono come
un albero che è nato in GErmania
e che, se necessario,
si seccherà in Germania.

(Risposte necessarie a questioni superflue)

Laurie Anderson – Homeland (2010)

Laurie Anderson con i suoi 40 anni di carriera, mancava dalla scena musicale da un decennio. L’uscita di un nuovo disco da parte dei suoi fans, come il sottoscritto, era quindi molto attesa.

Per chi non conoscesse la sua musica e volendo catalogarla con dei generi, i tag: avanguardia e sperimentazione sono quelli più appropriati. Come sarà ovvio pensare, i suoi dischi quindi, non sono mai stati di facile ascolto ma, ascoltati diverse volte e soprattutto con un orecchio attento riescono a fare breccia anche agli ascoltatori più ostili. Anche questo suo ultimo “Homeland” rientra in questo “quadro”.

Per semplificare in breve le canzoni di Homeland possiamo dire che sono una sommatoria di: parole, suoni, testi, polemiche, poesie e riflessioni. L’opera è assai altalenante. Momenti di profonda arte sonora vengono affiancati a “parlati” di marcata noia. Le liriche affrontano temi sociali assai attuali e importanti come la politica e le problematiche relative ad una società consumistica. Proprio per questa complessità, dove i testi hanno la prerogativa sui suoni che, l’album non risulta di facile presa e, come è avvenuto in questi ultimi anni, le sue opere si orientano più verso a piecè teatrali che non a dischi musicali fine a se stessi. 3/5

Bruce Gilden e la strada

Bruce Gilden si racconta.

Devi avere la passione, altrimenti non puoi realizzare buone foto. E’ facile a dirsi ma non è facile a farsi. Per fortuna, fin da ragazzo sono sempre stato attratto dai tipi buffi – per esempio, ho sempre amato i lottatori più brutti – così, fotografarli mi è sembrata la cosa più logica da fare. Ci sono cose specifiche che amo e che non amo. E poi. devo dire chiaramente che non basta un tipo caratteristico per fare una buona foto.

Come hai imparato a diventare fotografo?
Camminando per la strada con una macchina fotografica in mano.

Perché fotografi?
Ho la passione della fotografia e sento di non avere altra scelta. Puoi scegliere se seguire questa strada o meno; ma per me, ovunque vada nel mondo, ci vado proprio per scattare fotografie. Non faccio vacanze.

Perché fotografi la gente per la strada?
Forse perché quando ero ragazzo, cresciuto in una zona malfamata, passavo ore fissando fuori dalla finestra le attività che si svolgevano per la strada. Ho sempre cercato tipi particolari, persone che, in un senso o in un altro, spiccano sullealtre.
Non persone comuni.

Perché così vicino?
Più divento vecchio, più mi avvicino.
Credo che sia indispensabile per rivelare l’essenza del soggetto. Non mi avvicino alle persone che non mi piacciono.

Come descriveresti il tuo stile?
Il mio stile nasce da come fotografo. Devo essere fisicamente agile, intuitivo, senza paura e devo stare in strada.

Che cos’è per te una buona fotografia?
Un’immagine formalmente ben concepita, che ti colpisce emozionandoti, è per me una fotografia forte.

Béla Bartòk

agenda letteraria il 26 settembre del 1945 muore a New York il compositore e musicista ungherese Béla Bartòk

Insegnare il pianoforte a giovani privi di talento che considerano
la musica come un mezzo di guadagno, non mi entusiasma
affatto. Ma noi siamo uno stato povero, che può contribuire
poco alla soluzione di compiti scientifici e artistici.
(Alla ricerca delle canzoni popolari, 1910)